I servizi della giornata
- Trasferimento di una Volvo XC60 da Marostica a Bologna
Questa doveva essere una giornata piuttosto tranquilla, almeno sulla carta. Avevo un solo servizio già programmato, da Marostica a Bologna, e l’idea era di partire con calma e rientrare abbastanza presto da poter eventualmente accettare qualcosa nel pomeriggio.
Il problema è che, quando si lavora da driver, partire con calma significa anche rischiare di perdere qualche occasione. E infatti, a posteriori, ho scoperto che era uscita anche un’altra proposta che, se avessi avuto qualche informazione in più fin dall’inizio, avrei potuto incastrare. Ma ormai ero già partito con un programma diverso.
Il treno delle 6:42 e il cambio a Padova
Per arrivare a Marostica in tempo avevo scelto un treno molto presto, con partenza da Reggio Emilia alle 6:42. L’orario mi lasciava un buon margine sul cambio a Bologna, che spesso è proprio uno dei punti in cui si rischia di perdere la coincidenza.
Il viaggio procedeva senza particolari problemi e anche il successivo cambio a Padova, pur essendo più stretto, sembrava gestibile.
È proprio avvicinandomi a Padova, però, che ho scoperto una cosa che non avevo considerato abbastanza bene: l’ultimo collegamento che dovevo prendere non era un treno, ma un autobus.

Il problema della bici sull’autobus
Guardando le indicazioni mi sono accorto che il collegamento partiva dal piazzale ferroviario e non da un normale binario. A quel punto ho chiesto informazioni a un addetto di Trenitalia.
La risposta non è stata esattamente quella che speravo: sull’autobus la bicicletta non sarebbe stata ammessa se non piegata e sistemata in una sacca.
Il problema era serio, perché avevo il biglietto e l’intero viaggio era stato organizzato proprio contando su quel collegamento. Se avessi perso l’autobus, avrei dovuto aspettare quello successivo e sarei arrivato a destinazione molto più tardi, rischiando di trovare il punto di consegna già chiuso per la pausa pranzo.
A quel punto ho deciso di provare comunque.
Ho preparato la bici nel modo più compatto possibile. Prima di salire ho anche tolto il power bank che avevo montato sulla bicicletta e l’ho messo nello zaino. In questo modo la bici appariva molto più simile a una normale bicicletta pieghevole.
Quando è arrivato l’autobus l’ho caricata nella stiva, sistemandola in modo che rimanesse ben ferma. Fortunatamente non ci sono state obiezioni e sono riuscito a partire.
È stato uno di quei piccoli imprevisti che, se non hai una soluzione pronta, possono trasformarsi facilmente in un paio d’ore perse.
Pedalare verso Marostica mentre arrivava la pioggia
Una volta arrivato nella zona di Bassano del Grappa, mi aspettava ancora una mezz’ora abbondante in bicicletta per raggiungere il punto di ritiro.
Il meteo nel frattempo non prometteva benissimo. Avevo con me tutto l’occorrente per la pioggia, comprese scarpe impermeabili, giacca e pantaloni, ma inizialmente non avevo ancora indossato tutto perché c’era persino qualche momento di sole.
Più mi avvicinavo alla destinazione, però, più il cielo diventava scuro.
Ho iniziato a pensare che avrei preso l’acqua proprio negli ultimi minuti, ma per fortuna sono arrivato in concessionaria senza che iniziasse a piovere.
Il tempismo è stato praticamente perfetto: la pioggia è cominciata poco dopo, proprio mentre ero già al riparo e stavano preparando l’auto.
La Volvo XC60 era pronta
Il servizio prevedeva il trasferimento di una Volvo XC60 T6 Plug-in AWD da Marostica a Bologna. C’era anche un’attività aggiuntiva da svolgere: ritirare il DDT dal centro di consegna e compilarlo sia nella fase di presa sia in quella di consegna, segnalando eventualmente al team Carvoilà la sua mancanza.

La cosa importante era riuscire a ritirare l’auto prima della pausa pranzo. E questa volta ce l’ho fatta senza dover aspettare.
Una volta completate le operazioni di presa, sono partito verso Bologna.
La pioggia mi accompagna fino a Bologna
Durante il viaggio ho trovato ancora un po’ di pioggia. Arrivando verso Bologna ha ricominciato a piovere proprio mentre mi avvicinavo alla città.
Non è stata però una giornata meteorologicamente disastrosa. Anzi, anche questa volta sono riuscito a evitare la parte peggiore del maltempo quasi per caso.
Dopo aver consegnato la Volvo, infatti, quando sono tornato a muovermi in bicicletta la pioggia aveva praticamente smesso.
E mentre aspettavo il treno per il rientro è uscito persino il sole.
È curioso come, in giornate del genere, bastino pochi minuti di differenza per cambiare completamente la situazione. Se avesse iniziato a piovere mentre pedalavo verso la concessionaria, sarebbe stata un’altra storia. Invece sono arrivato asciutto, ho ritirato l’auto e la pioggia ha aspettato praticamente di trovarmi già al coperto.
Un solo servizio, ma con qualche lezione
Alla fine la giornata è rimasta molto tranquilla dal punto di vista del lavoro: un solo servizio e nessun secondo trasferimento da incastrare nel pomeriggio.
Peccato, perché se avessi saputo prima dell’altra proposta avrei probabilmente organizzato la partenza in modo diverso. Ma questo è proprio uno degli aspetti del lavoro da driver: le occasioni possono comparire durante la giornata e non sempre è possibile essere pronti a coglierle.
La parte che mi è rimasta più impressa, però, è stata sicuramente quella dell’autobus con la bici. È un dettaglio che sembra secondario quando si pianifica il viaggio, ma può diventare determinante. In questo lavoro la bicicletta mi permette spesso di completare gli ultimi chilometri, ma bisogna anche considerare come trasportarla quando il collegamento ferroviario prevede un tratto in autobus.
In altre giornate ho già visto quanto sia importante non limitarsi a guardare gli orari dei treni, ma valutare tutto l’incastro, compresi gli spostamenti in bici e i tempi reali necessari per arrivare al punto di presa.
È lo stesso motivo per cui, quando possibile, cerco di partire con un certo margine: avere qualche minuto di margine può cambiare completamente una giornata da driver.
E anche una bici che sembra semplicemente un mezzo per coprire gli ultimi chilometri può diventare fondamentale, come mi è già capitato in altre giornate di lavoro: la bici può davvero salvare un incastro.
Quanto ho guadagnato in totale
Alla fine, per questa giornata da driver, il compenso complessivo è stato di 122,00 €.
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