Servizi della giornata

  • Pesaro → San Giuliano Milanese (Audi Q5)
  • Modena → Sassuolo (Opel Meriva)

Ci sono giornate in cui fai fatica a incastrare tutto e altre in cui, invece, ogni tassello sembra andare al proprio posto.

Questa è stata una di quelle giornate.

La mattina era iniziata con un solo servizio importante: ritirare un’Audi Q5 a Pesaro e portarla a San Giuliano Milanese, alle porte di Milano.

In origine avevo anche un piccolo servizio su Reggio Emilia, ma quando è uscito quello lungo ho preferito rinunciarci. Sarebbe stato troppo rischioso cercare di fare entrambe le cose.

Poco dopo, però, è comparso un secondo incarico: da Modena a Sassuolo.

Guardando gli orari mi sono accorto che, scegliendo il treno giusto per arrivare a Pesaro, i due servizi si incastravano quasi alla perfezione.

È proprio questa la parte che mi piace di più del lavoro da driver: pianificare la giornata e trovare la combinazione migliore tra treni, biciclette e automobili. Se non conosci ancora questo lavoro trovi una panoramica completa nell’articolo Come funziona davvero il lavoro da driver auto.

La scelta del treno ha fatto tutta la differenza

Per arrivare a Pesaro avevo tre possibili soluzioni.

Una molto anticipata, che mi avrebbe costretto ad alzarmi quasi due ore prima.

Una intermedia, quella che poi ho scelto.

E una più comoda, ma decisamente troppo tirata.

Alla fine ho optato per quella centrale.

Sulla carta mi lasciava circa un’ora e mezza di margine sull’intera giornata.

Una scelta che si è rivelata azzeccata.

Al ritiro dell’auto ho infatti perso un po’ di tempo e lungo l’autostrada ho trovato anche alcuni rallentamenti.

Se avessi scelto il treno successivo probabilmente sarei arrivato davvero al limite per il secondo servizio.

Invece quel margine mi ha permesso di affrontare tutto con tranquillità.

Una giornata senza correre

Durante il viaggio ho persino avuto il tempo di fermarmi un paio di volte in area di servizio.

Una sosta veloce per rinfrescarmi, andare in bagno e ripartire.

Dopo la consegna dell’Audi sono salito in sella alla bici e ho raggiunto Milano Rogoredo.

Una pedalata di circa un quarto d’ora, con una splendida giornata di sole.

Mi sono fermato a mangiare velocemente un panino e poi sono ripartito verso Modena.

Era uno di quei casi in cui aggiungere un incarico non complicava la giornata, ma aumentava semplicemente il guadagno.

Con il tempo ho imparato che spesso non è il numero di chilometri a fare la differenza, ma il modo in cui si riescono a incastrare più servizi nella stessa giornata. Se ti interessa l’aspetto economico di questo lavoro trovi qualche numero reale nell’articolo Quanto si guadagna davvero facendo il driver auto.

L’incidente che avrebbe potuto cambiare tutto

L’unico momento in cui ho pensato che qualcosa potesse andare storto è stato in autostrada.

In direzione opposta c’era un incidente enorme.

La carreggiata era completamente bloccata.

Dal mio lato, fortunatamente, c’erano soltanto rallentamenti dovuti ai cantieri e ai curiosi che rallentavano per guardare.

Nel complesso avrò perso una mezz’ora.

Se però quell’incidente fosse stato nella mia direzione probabilmente il secondo servizio sarebbe saltato.

Sono quelle situazioni che ricordano quanto basti poco per cambiare completamente una giornata da driver.

Anche le gomme meritano un controllo

Qualche giorno prima avevo forato con la bici.

In attesa del nuovo copertone antiforatura stavo utilizzando un copertone provvisorio montato dal mio meccanico.

Durante una sosta in autostrada l’auto mi ha segnalato una leggera pressione bassa su uno pneumatico.

Già che ero fermo ho controllato sia la gomma dell’Audi sia quella della bici.

Entrambe erano praticamente perfette.

Ho semplicemente riportato la pressione ai valori corretti e sono ripartito.

Da quando faccio questo lavoro ho imparato che cinque minuti spesi per un controllo possono evitare ore di problemi. Per questo porto sempre con me tutta l’attrezzatura indispensabile, come racconto nell’articolo Cosa porto sempre con me come driver, e tengo sempre anche alcuni ricambi di scorta. Non a caso ho dedicato anche una guida a perché ogni driver dovrebbe avere alcune attrezzature doppie.

Da diversi mesi, inoltre, utilizzo una bici molto più affidabile rispetto a quella con cui avevo iniziato. Se vuoi sapere quale utilizzo oggi trovi tutti i dettagli nella guida sulla migliore bici elettrica per driver auto.

L’ultimo tratto verso casa

Alle 17:40 ho ritirato l’Opel Meriva a Modena.

La consegna a Sassuolo è andata liscia.

Da lì mi aspettavano circa sette minuti di bici fino alla stazione.

Sono arrivato con una ventina di minuti di anticipo.

Il tempo perfetto per completare con calma i verbali, sistemare tutto e salire sul treno senza fretta.

Una volta arrivato alla stazione di Reggio Emilia (fermata di Ospizio) mi restavano meno di dieci minuti di pedalata per essere finalmente a casa.

Le giornate perfette esistono

Non tutte le giornate memorabili devono essere piene di imprevisti.

Questa è stata semplicemente una giornata organizzata bene.

Due servizi.

Una lunga trasferta.

Una bella pedalata a Pesaro e un’altra a Milano.

Una giornata di sole con una temperatura quasi perfetta.

Nessuna corsa contro il tempo.

Margine sufficiente per gestire gli imprevisti e perfino per fermarmi a mangiare con calma.

Quando succede così capisci quanto sia importante la pianificazione. Non sempre servono giornate spettacolari: spesso basta che tutto fili liscio per tornare a casa soddisfatti.

Se stai pensando di iniziare questa professione, ti consiglio anche di leggere la mia guida su come diventare driver auto nel 2026, dove racconto passo dopo passo come funziona l’iscrizione alle principali piattaforme.


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