I servizi della giornata
- Milano → Bologna Borgo Panigale con un Fiat Doblò
- Modena → Cavezzo con una Fiat Panda
Quella del 5 maggio doveva essere una giornata abbastanza tranquilla, una di quelle giornate da driver che probabilmente non racconterei nemmeno. Una giornata media, senza particolari incastri e senza l’idea di stare fuori fino a sera.
C’era però un particolare importante: alle 18 avevo una visita medica.
Proprio per questo avevo cercato nei giorni precedenti di non riempire completamente la giornata. Avevo preso un servizio da Milano a Bologna Borgo Panigale, con l’idea di essere a casa per pranzo, avere un po’ di tempo per lavorare al computer e poi andare alla visita con un buon margine.
Poi, mentre stavo tornando, è comparso un secondo servizio. E lì è iniziata una piccola trattativa con me stesso per capire se fosse davvero possibile farlo senza rischiare di arrivare tardi all’appuntamento.
La mattina parte con calma
Il primo servizio della giornata era un trasferimento da Milano a Bologna Borgo Panigale. Non avevo particolari urgenze: l’obiettivo era semplicemente arrivare a destinazione prima della pausa di metà giornata.
Sono partito da casa in bicicletta e ho raggiunto la stazione di Reggio Emilia. Da lì ho preso il treno verso Milano Rogoredo, dove sono arrivato alle 9:31.
La mattina era iniziata con un po’ di pioggia. Ho preso qualche goccia sia a Reggio Emilia sia a Milano, ma niente di particolarmente problematico.
Una volta recuperato il Doblò ho potuto procedere con calma verso Bologna. Avevo un solo servizio e, soprattutto, non avevo la necessità di arrivare il prima possibile.

Avrei potuto prendere treni precedenti e anticipare ancora di più tutta la mattinata, ma non ce n’era bisogno. Ho quindi fatto anche una breve sosta al bar lungo il percorso e sono arrivato a Bologna Borgo Panigale poco dopo mezzogiorno, con largo anticipo rispetto alla chiusura del centro di consegna.
Poi compare un servizio da Modena a Cavezzo
Durante il viaggio di ritorno ho fatto una sosta al primo autogrill per andare in bagno e prendere un cappuccino con una brioche.
Ed è proprio in quel momento che sulla piattaforma è comparso un nuovo servizio.
Era un Modena → Cavezzo, con partenza prevista alle 16. La tratta in macchina era molto breve, circa mezz’ora, e il compenso era particolarmente interessante.
In quel momento ho pensato: tanto verso l’una e mezza, le due dovrei passare da Modena. Sono già sulla strada giusta, quindi perché non prenderlo?
Il problema è che subito dopo mi sono ricordato della visita delle 18.
Per un attimo ho pensato di passarlo a un collega
La prima cosa che ho fatto è stata contattare alcuni colleghi. Non volevo rischiare di arrivare tardi a una visita che avevo prenotato da tempo e che non era semplicissimo ottenere.
Ho quindi scritto anche a Carvoilà spiegando immediatamente la situazione: avevo accettato il servizio senza ricordarmi dell’appuntamento e, se nessun collega fosse riuscito a prenderlo, lo avrei rimesso in piattaforma.
Il primo collega che ho contattato non riusciva a farlo perché era già in giro. Ho provato con un secondo collega, ma anche lui non riusciva.
A quel punto, prima di rinunciare definitivamente, ho deciso di controllare meglio.
Ed è qui che è entrata in gioco l’esperienza.
Conoscevo già quella carrozzeria
La carrozzeria di partenza non mi era nuova. Ci ero già stato diverse volte e sapevo che l’orario indicato sulla scheda non era necessariamente quello reale.
Sulla piattaforma risultava un’apertura alle 14, ma conoscevo già il posto e sapevo che spesso erano presenti anche prima. Inoltre, in altre occasioni, le auto erano state pronte in anticipo rispetto all’orario teorico.
Ho quindi ricontrollato gli orari dei treni, i tempi della bicicletta e tutto il percorso.
Alla fine il conto tornava.
Avrei potuto essere a Modena prima delle 14, recuperare la macchina e partire subito verso Cavezzo. La consegna, inoltre, era abbastanza vicina rispetto ad altri servizi che avrei potuto trovare in piattaforma.
Ho quindi scritto a Carvoilà che avrei provato a farlo.
In fondo, se avessi visto che qualcosa non tornava, avrei comunque potuto rinunciare e lasciare il servizio a un altro driver. Ma sulla carta l’incastro sembrava fattibile.
Da Bologna Borgo Panigale a Modena con la bici
La soluzione era abbastanza particolare ma, per me, ormai quasi naturale: treno più bicicletta elettrica.
È un sistema che mi ha permesso diverse volte di incastrare treni, bicicletta e servizi da driver senza dover ricorrere all’auto per ogni spostamento.
Da Bologna Borgo Panigale ho preso il regionale verso Bologna Centrale e poi ho proseguito verso Modena.
La cosa importante era che avevo con me la bici e potevo continuare il viaggio senza dover dipendere dagli autobus.
Arrivato a Modena, ho pedalato per circa venti minuti fino alla carrozzeria. Sono arrivato prima delle 14 e, come immaginavo, c’erano già tutti.
Mi hanno detto che la macchina si trovava nel deposito, a circa un paio di chilometri di distanza. A quel punto mi hanno proposto di farmela portare direttamente, ma ho preferito andare io: il tempo sarebbe stato praticamente lo stesso e almeno avrei continuato a muovermi con la bici.
Il tempo necessario per preparare la macchina è stato sufficiente per organizzare tutto senza particolari problemi.
La macchina è pronta e, naturalmente, quasi a secco
Una volta recuperata la Panda, c’era una cosa praticamente scontata: passare dal benzinaio.
Queste auto spesso vengono consegnate con pochissimo carburante e anche questa volta non ha fatto eccezione.
Per fortuna il distributore era proprio sulla strada che dovevo percorrere. In questo modo non ho perso praticamente tempo.
Alle 14 circa ero quindi già in macchina e pronto per andare verso Cavezzo.

Da lì in poi il trasferimento era semplice: circa mezz’ora di guida e poi avrei dovuto pensare soltanto al rientro.
Il rientro: meglio Carpi che Mirandola
Una volta terminato il servizio, dovevo scegliere come tornare verso casa.
La stazione ferroviaria più vicina sarebbe stata quella di Mirandola, ma nel mio caso non aveva molto senso.
Da Mirandola avrei dovuto fare un percorso ferroviario più lungo, passando da Bologna, e il costo sarebbe stato decisamente maggiore.
Carpi era un po’ più lontana in bicicletta, ma mi permetteva di spendere meno e soprattutto di organizzare meglio il rientro verso Reggio.
Era uno di quei casi in cui la soluzione apparentemente più lunga è in realtà quella più efficiente per chi viaggia con la bici.
In altre giornate, proprio sfruttare treni e bici per accettare servizi difficili mi ha permesso di prendere lavori che altrimenti avrei dovuto lasciare.
In questo caso, inoltre, avevo già caricato la bici sul treno durante il viaggio precedente, quindi non avevo problemi di autonomia.
Dopo la pioggia della mattina era uscita una giornata fresca, con una temperatura ideale per pedalare. Tra Modena, Cavezzo e Carpi il cielo si era aperto e finalmente era arrivato anche un po’ di sole.

Arrivo a Carpi con il tempo per mangiare qualcosa
La pedalata da Cavezzo a Carpi è durata circa cinquanta minuti.
Quando sono arrivato in stazione mancavano circa dieci minuti al treno. Era anche leggermente in ritardo e questo mi ha permesso di fare una cosa che non sempre riesco a fare quando lavoro da driver: mangiare qualcosa.
Ho preso un pezzo di pizza da mangiare e una bibita al bar della stazione.
Non è una cosa scontata. Il giorno precedente, per esempio, ero riuscito a fare praticamente tutto senza fermarmi e senza avere nemmeno il tempo di mangiare con calma.
Questa volta invece sono riuscito a fare colazione al bar durante il viaggio e anche un pranzo veloce a Carpi.
Il treno delle 15:23 mi ha poi portato a Modena, dove sono arrivato alle 15:46 e poi a Reggio Emilia.
Da lì ho ripreso la bicicletta e sono rientrato verso casa.
A casa alle 16:30, con largo anticipo
Alla fine della giornata ero a casa intorno alle 16:30.
Quindi non solo avevo completato anche il secondo servizio, ma avevo ancora un margine molto ampio rispetto all’appuntamento delle 18.
La visita era salva e, soprattutto, non ero arrivato a casa correndo o dovendo fare salti mortali.
La giornata che al mattino sembrava semplicemente una giornata tranquilla si era trasformata in un piccolo incastro riuscito.
Quando conoscere i posti fa la differenza
La cosa curiosa di questa giornata è che, a posteriori, il secondo servizio sembra quasi perfetto. Ma nel momento in cui l’ho accettato non lo era affatto.
Il rischio c’era: avevo una visita medica alle 18, il servizio era comparso all’ultimo momento e Cavezzo non è esattamente dietro casa.
La differenza l’ha fatta il fatto di conoscere già la carrozzeria, sapere come lavorano, controllare meglio gli orari dei treni e poter contare sulla bicicletta elettrica.
È lo stesso principio che ho raccontato anche quando ho ottimizzato tre servizi nella stessa giornata: prima di accettare un lavoro bisogna guardare l’intera giornata e non soltanto il singolo trasferimento.
Se non avessi avuto queste informazioni, probabilmente avrei fatto bene a lasciarlo a un collega.
Questo è anche il motivo per cui un servizio che sulla piattaforma può sembrare poco interessante per qualcuno, per un driver che si trova già in zona può diventare un’occasione completamente diversa.
Infatti il giorno successivo era comparso un servizio simile, ma con un compenso più basso. Nel mio caso sarebbe stato molto meno interessante perché avrei dovuto organizzare appositamente lo spostamento.
Il 5 maggio, invece, ero già sulla strada giusta e c’era anche un bonus che rendeva l’incastro particolarmente conveniente.
Una giornata normale che vale la pena raccontare
Alla fine è stata una giornata media per numero di servizi, ma interessante proprio per come si è sviluppata.
Non c’è stato nessun grande imprevisto, nessuna corsa contro il tempo e nessuna situazione particolarmente complicata. Semplicemente, è comparso un servizio nel momento giusto e ho dovuto capire se fosse realmente compatibile con quello che avevo già programmato.
La risposta, dopo aver controllato bene tutti gli incastri, è stata sì.
E alla fine sono riuscito a fare tutto: due servizi, treno, bicicletta, una sosta al bar, un pranzo veloce e soprattutto la visita delle 18, con un buon margine.
È proprio questo il bello del lavoro da driver: a volte la giornata migliore non è quella con più servizi, ma quella in cui riesci a far stare tutto senza correre fino all’ultimo minuto.
Quanto ho guadagnato in totale
Per i due servizi della giornata ho guadagnato complessivamente 179,95 €.
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