Quella di oggi, dal punto di vista del lavoro da driver, non è stata una giornata particolarmente movimentata. Ho fatto un solo servizio, ma proprio per questo è interessante raccontarla: avevo infatti una visita oculistica fissata alle 12:30 a Correggio e dovevo riuscire a incastrare il lavoro senza rischiare di arrivare in ritardo.

I servizi della giornata

  • Fiat Ducato da Anzola dell’Emilia a San Polo di Torrile, con compilazione dei verbali

Il problema era proprio questo: con una giornata così corta non potevo semplicemente prendere il primo servizio disponibile. Dovevo trovare qualcosa che avesse orari compatibili con la visita e che mi permettesse di tornare a casa in tempo per poi raggiungere Correggio.

Il servizio lungo non era compatibile con la visita

Inizialmente avevo valutato un servizio decisamente più lungo, da Alessandria a Parma. Il problema era evidente: per quanto interessante potesse essere come trasferimento, non ci sarebbe stato praticamente nessun modo di arrivare puntuale alla visita oculistica delle 12:30.

Era poi comparso anche un Parma-Bologna, ma in quel caso il problema era opposto. Il servizio era pagato troppo poco per dedicargli praticamente tutta la mattinata, soprattutto considerando gli spostamenti necessari per andare a prendere l’auto e poi rientrare.

Insomma, nessuno dei due aveva molto senso.

L’occasione è arrivata da un servizio già previsto per lunedì

A quel punto ho guardato anche cosa avevo già programmato per i giorni successivi. Per lunedì avevo un solito servizio con un furgone Amazon: ritiro ad Anzola dell’Emilia, consegna a San Polo di Torrile e compilazione del verbale.

È un servizio che ho già fatto diverse volte e che negli ultimi giorni era capitato più volte. Anche ieri, per esempio, ne avevo fatti due.

Proprio ieri, però, era emerso un problema che poteva diventare importante: ci si era accorti che l’assicurazione del mezzo sarebbe scaduta oggi, 30 aprile. Fare quel servizio lunedì, quindi, avrebbe potuto creare qualche complicazione, perché non era ancora chiaro se per allora sarebbe arrivato un certificato assicurativo aggiornato.

Nel dubbio, abbiamo provato ad anticipare il servizio a oggi.

Ho cercato di anticiparlo il più possibile

Per me era una soluzione interessante, perché nei giorni precedenti avevo già fatto un po’ di conti sui tempi necessari per arrivare ad Anzola, prendere il furgone, portarlo a San Polo e poi rientrare. Ho quindi cercato di anticipare il servizio il più possibile, compatibilmente con gli orari del partner.

È una logica che mi è capitato di applicare anche in altre giornate, come quando ho dovuto giocare d’anticipo per riuscire a incastrare più servizi senza trovarmi poi a corto di tempo.

In passato avevo anche provato ad andare molto presto, verso le 8, ma mi era stato detto che non era possibile. Quindi l’obiettivo era arrivare intorno alle 8:40, che era sostanzialmente il primo orario utile.

Questa mattina sono quindi partito da casa con la mia bici elettrica, ho raggiunto la stazione di Reggio Emilia e da lì ho preso il treno per Anzola dell’Emilia, con cambio a Castelfranco Emilia. Una volta arrivato ad Anzola ho ripreso la bici e ho raggiunto il punto di ritiro.

Il furgone era un Fiat Ducato e, oltre al trasferimento, c’era anche tutta la parte relativa alla documentazione: il verbale da compilare e le attività previste dalle varie procedure.

Il piano perfetto saltava per 25 minuti

Una volta partito con il Ducato, il piano era abbastanza preciso. Se tutto fosse filato liscio, sarei arrivato a San Polo di Torrile, avrei riconsegnato il furgone e sarei riuscito a prendere il treno delle 10:38 da Parma.

In questo modo sarei arrivato a casa intorno alle 11:30, avendo ancora un margine più che sufficiente per andare a Correggio, cercare parcheggio, pagare il ticket e arrivare alla visita delle 12:30 senza dover correre.

Naturalmente, da driver, quando hai un programma incastrato al minuto non puoi dare per scontato che tutto vada esattamente come previsto.

A San Polo di Torrile, infatti, mi hanno fatto aspettare circa 25 minuti. Ventidue minuti, in una giornata normale, possono sembrare pochissimi. In una giornata in cui hai un appuntamento tassativo alle 12:30 e un treno già individuato per il rientro, invece, possono cambiare completamente il programma.

E proprio sui treni ho imparato più volte che non basta semplicemente guardare una coincidenza sulla carta: basta un piccolo ritardo per trasformare un collegamento apparentemente sicuro in un problema, come avevo raccontato anche nell’articolo Un servizio perso per dieci minuti: quando non basta guardare i treni.

Se avessi aspettato il treno successivo, sarei arrivato a casa troppo tardi e avrei rischiato seriamente di arrivare in ritardo alla visita.

Quaranta minuti di bici per salvare l’incastro

A quel punto non aveva senso stare fermo ad aspettare. Ho quindi fatto quello che ormai fa parte abbastanza spesso delle mie giornate: ho preso la bici elettrica e sono partito da San Polo di Torrile verso Parma.

Circa quaranta minuti di pedalata e sono arrivato alla stazione di Parma, giusto in tempo per prendere il treno delle 11:27.

Questa è una delle situazioni in cui la bici fa davvero la differenza. Senza, dopo aver consegnato il furgone, avrei dovuto trovare un altro modo per raggiungere la stazione e avrei perso ancora tempo.

È proprio uno degli aspetti che avevo raccontato anche parlando delle giornate in cui uso la bici per collegare più servizi e stazioni: la bici può diventare uno strumento fondamentale per salvare una giornata da driver.

Con la bici, invece, ho potuto trasformare quei 25 minuti di attesa in un problema gestibile.

Alla fine sono arrivato a casa intorno a mezzogiorno. Il navigatore mi dava circa le 12:25 come arrivo previsto a Correggio, quindi ero ancora dentro il margine utile per andare alla visita, anche se a quel punto non c’era più molto spazio per eventuali altri imprevisti.

Ma più di così, sinceramente, non si poteva incastrare un altro servizio.

Un solo servizio, ma pagato bene

La cosa positiva è che, nonostante fosse un solo trasferimento, si trattava di un servizio interessante anche economicamente.

È uno di quei casi in cui la tariffa applicata al cliente è più alta rispetto a quella di altri servizi simili e, inoltre, c’erano le attività aggiuntive legate alla compilazione dei verbali e alle procedure previste.

Per questo, anche se la giornata lavorativa si è fermata sostanzialmente a una sola consegna, sono riuscito comunque a portare a casa una mattinata abbastanza ricca senza sacrificare la visita oculistica.

Il vero risultato, però, è stato liberare il lunedì

La parte che mi interessa di più di questa giornata, a pensarci bene, non è nemmeno il servizio fatto oggi.

Anticipandolo da lunedì a oggi ho liberato uno spazio che altrimenti sarebbe rimasto occupato. E proprio quello spazio mi ha permesso di accettare per lunedì un servizio decisamente più interessante.

Si tratta di un Parma-Roma con collegamento in bici di circa un’ora a Roma e poi rientro in treno verso Reggio Emilia.

Quella sì che sarà una giornata da raccontare, perché sulla carta è una giornata da record. E se oggi non avessi trovato il modo di anticipare questo servizio, probabilmente non avrei potuto accettarla.

In fondo è proprio questo uno degli aspetti più interessanti del lavoro da driver: a volte il risultato di una giornata non si misura soltanto da quello che fai oggi, ma anche da quello che riesci a rendere possibile per i giorni successivi.

Quanto ho guadagnato in totale

Totale guadagnato oggi: 108,37 €

Non è stata una giornata da record per numero di servizi, ma considerando che avevo una visita oculistica a metà giornata, credo di aver ottenuto praticamente il massimo possibile dall’orario che avevo a disposizione.


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