I servizi della giornata

  • Parma → Roma – Volkswagen T-Cross
  • Roma → Reggio Emilia – Ford Puma

Sulla carta doveva essere il record dei record. Un incastro praticamente perfetto: partire da Reggio Emilia, raggiungere Parma, prendere un’auto diretta a Roma e, una volta arrivato nella capitale, salire su un’altra auto diretta proprio a Reggio Emilia, dove vivo.

Un giro che permetteva di fare due servizi molto lunghi senza dover trovare un modo complicato per tornare a casa. Il problema è che, quando si parla di quasi mille chilometri in una sola giornata, basta un piccolo imprevisto per far saltare tutto.

Da Reggio Emilia a Parma in treno

La giornata è iniziata presto, come spesso accade quando devo incastrare più servizi. Sono partito da casa in bicicletta e ho raggiunto la stazione di Reggio Emilia.

Da lì ho preso il regionale delle 7:18 per Parma, arrivando alle 7:32. Era un tragitto brevissimo e il costo del biglietto era di poco superiore ai tre euro.

Una volta arrivato a Parma ho ripreso la bicicletta e ho pedalato per circa un quarto d’ora fino al punto di ritiro della prima auto.

La partenza del servizio era prevista per le 9:00, ma sono arrivato prima delle 8. Il problema è che davanti a me c’erano già sei driver in attesa.

Il ponte del Primo Maggio aveva complicato parecchio la situazione: molte persone erano partite nei giorni precedenti e stavano rientrando proprio in quei giorni. Inoltre, con il lungo weekend, alcune pratiche e bolle non erano ancora pronte.

Alla fine abbiamo iniziato a muoverci verso le 8:45.

Parma-Roma: recuperare quasi un’ora senza fermarsi

La prima auto era una Volkswagen T-Cross diretta a Roma. Il problema principale era l’orario di consegna.

La destinazione a Roma chiudeva per la pausa pranzo alle 13:00 e quindi dovevo assolutamente arrivare prima di quell’ora.

Quando sono partito, il navigatore mi dava un arrivo intorno alle 13:30. In teoria, quindi, ero già fuori tempo massimo.

A quel punto ho fatto quello che faccio spesso quando vedo che c’è ancora margine per recuperare: niente soste inutili.

Ho percorso circa 470 chilometri praticamente senza fermarmi. Prima di entrare in autostrada mi sono fermato al primo distributore utile per fare il pieno e andare velocemente in bagno, poi sono ripartito subito.

Alla fine sono riuscito ad arrivare a Roma intorno alle 12:40, recuperando quasi cinquanta minuti rispetto alla previsione iniziale.

Ho chiesto di poter utilizzare il bagno, ho consegnato l’auto e sono ripartito immediatamente.

In una giornata del genere avere un margine e riuscire a recuperare tempo durante il viaggio può fare la differenza. È un aspetto che avevo già sperimentato in una giornata in cui proprio il margine disponibile mi aveva permesso di gestire senza stress gli incastri tra un servizio e l’altro, come ho raccontato nell’articolo Da Pesaro a Milano senza stress: quando il margine salva la giornata.

La seconda auto è a un’ora di distanza

Il secondo servizio era quello che rendeva tutta la giornata interessante: da Roma dovevo prendere una Ford Puma diretta a Reggio Emilia.

Il punto di ritiro era a circa un’ora di bicicletta dal luogo in cui avevo consegnato la prima auto.

Sono quindi ripartito subito in bici e sono arrivato intorno alle 13:50, dieci minuti prima dell’orario indicato per il ritiro.

La scheda riportava le 14:00 come orario di apertura e, visto che ero già lì, speravo ovviamente di poter prendere l’auto subito.

Invece no.

Le persone erano presenti, ma mi hanno spiegato che avrei dovuto aspettare l’addetto alle auto, che sarebbe arrivato più tardi. In pratica, l’auto non era ancora disponibile.

Ho aspettato e, ogni tanto, sono tornato a chiedere informazioni. Alla fine la Ford Puma mi è stata consegnata intorno alle 14:55.

Un’ora e cinque minuti di attesa.

Ed è stato proprio questo il momento in cui l’incastro quasi perfetto ha iniziato a scricchiolare.

Il problema della consegna entro le 16:30

Già durante la mattina avevo ricevuto una telefonata da Foroni. Mi avevano parlato di un altro mezzo da consegnare in serata e io avevo spiegato che sarei stato a Roma e che, eventualmente, avrei potuto riportare qualcosa indietro.

Mi era stato detto che normalmente qualcuno era presente fino alle 19:00, quindi pensavo di avere comunque un certo margine.

Carvoilà, però, nel frattempo mi aveva contattato per farmi notare un problema molto concreto: la seconda consegna non era compatibile con l’orario richiesto.

Il loro riferimento era infatti una consegna entro le 16:30 e, facendo i conti, era evidente che non ci sarei mai arrivato.

Io avevo comunque deciso di provarci perché la destinazione era Reggio Emilia, quindi la mia città. Anche in caso di mancata consegna, avrei potuto riportare l’auto a casa e consegnarla la mattina successiva.

Ma il punto sollevato da Carvoilà era corretto: non si può costruire un servizio contando già sul fatto che, se qualcosa va storto, si troverà una soluzione alternativa.

Mi hanno fatto presente che un altro collega avrebbe potuto svolgere il servizio nella mattinata e che, per il futuro, avrei dovuto valutare meglio la compatibilità tra due servizi prima di accettarli.

Ho dato loro ragione e mi sono scusato.

Ed è probabilmente la parte più importante di tutta questa giornata: un incastro del genere, proprio per come è stato costruito, non è qualcosa che potrò semplicemente ripetere ogni volta che capita.

Del resto, mi è già capitato di imparare a mie spese che non basta guardare gli orari teorici per capire se un servizio è realmente fattibile. In Un servizio perso per dieci minuti: quando non basta guardare i treni avevo raccontato proprio quanto possa essere sottile la differenza tra un incastro possibile sulla carta e uno realmente gestibile.

Quasi mille chilometri e traffico verso nord

Alle 14:55 avevo finalmente la seconda auto.

A quel punto ho iniziato il viaggio verso Reggio Emilia senza praticamente fermarmi. Sapevo già che l’orario di consegna delle 16:30 era impossibile, ma volevo comunque arrivare il prima possibile.

Sulla carta, con una partenza alle 14:00 e traffico normale, avrei potuto essere a Reggio Emilia intorno alle 17:30-18:00.

Ma quel giorno il traffico verso nord era tutt’altro che normale.

Durante il viaggio verso Roma avevo già visto la carreggiata opposta completamente congestionata in alcuni punti. Pensavo che fosse dovuto a un incidente e che, qualche ora dopo, la situazione sarebbe tornata alla normalità.

Invece, al ritorno, mi sono trovato davanti altri rallentamenti e diversi incidenti, soprattutto nella zona tra Arezzo e Firenze.

L’orario previsto continuava a slittare e a un certo punto il navigatore mi portava oltre le 20:00.

Anche se avessi ricevuto la Ford Puma immediatamente alle 14:00, probabilmente sarei arrivato molto tardi. Con un’ora abbondante di attesa in più, la situazione era diventata ancora più complicata.

Ho comunque continuato a guidare.

Alla fine la consegna si riesce a fare

Intorno alle 19:30 ero finalmente arrivato a destinazione.

A quel punto ho lasciato l’auto e sono tornato verso casa in bicicletta, pedalando per circa mezz’ora.

Sono arrivato a casa intorno alle 20:00, dopo una giornata praticamente senza soste.

La situazione, però, si è risolta meglio di quanto sembrasse durante il viaggio.

La struttura era una realtà familiare e, quando sono arrivato, c’era ancora una persona anziana che stava chiudendo il cancello. Abbiamo parlato un momento e mi ha spiegato che l’addetto che si occupava normalmente delle auto non c’era più e che sarebbe stato meglio tornare il giorno successivo.

Per fortuna il titolare, Massimo, era presente. Alla fine si è occupato lui della consegna, ha firmato e timbrato la documentazione e sono riuscito a chiudere il servizio.

Quindi, nonostante tutto, la giornata si è conclusa con entrambe le auto consegnate.

Un incastro perfetto, ma probabilmente irripetibile

La cosa curiosa di questa giornata è che, sulla carta, l’incastro era davvero ottimo.

Partire da Parma invece che direttamente da Reggio Emilia significava aggiungere un piccolo spostamento iniziale, ma con un costo ferroviario molto basso. In cambio, il secondo servizio mi riportava direttamente nella mia città.

Questo significava che, anche nel caso peggiore, avrei potuto semplicemente portare la seconda auto a casa e consegnarla il mattino successivo.

Se invece la destinazione fosse stata molto lontana da casa, la situazione sarebbe stata decisamente più problematica.

Il problema è che non basta che due servizi siano geograficamente compatibili. Bisogna considerare anche gli orari reali di apertura, i tempi di attesa, il traffico e soprattutto le esigenze della piattaforma e del cliente.

In questo caso il primo servizio doveva essere consegnato entro le 13:00 e il secondo era disponibile dalle 14:00. Sulla carta sembrava esserci il tempo sufficiente.

Con traffico normale, infatti, il secondo viaggio avrebbe potuto concludersi nel tardo pomeriggio.

Ma l’attesa di oltre un’ora a Roma e il traffico del rientro hanno trasformato un incastro quasi perfetto in una giornata molto più complicata.

È proprio per questo che, quando provo a mettere insieme più servizi, cerco di giocare d’anticipo e considerare tutti gli incastri possibili. In una giornata come questa, però, anche una buona pianificazione può essere messa alla prova da fattori che non dipendono dal driver.

In questo lavoro il problema non è quasi mai soltanto arrivare da A a B. Il vero lavoro è capire se tutto quello che c’è in mezzo può funzionare.

Quasi 400 euro con pochissime spese

Un altro aspetto particolare di questa giornata è stato il rapporto tra quello che ho guadagnato e le spese sostenute.

Per raggiungere Parma ho speso poco più di tre euro di treno e per il resto ho sfruttato la bicicletta e le auto dei servizi.

Non ho praticamente avuto nemmeno il tempo di fermarmi a mangiare. Avevo preparato una banana, un pacchetto di mandorle e dei taralli integrali, che ho mangiato in parte durante il viaggio di andata e in parte durante il ritorno.

Alla fine sono rimasto fuori casa circa tredici ore e ho percorso quasi mille chilometri complessivi.

Se tutto fosse filato liscio, sarebbe stata probabilmente una delle giornate più belle da raccontare proprio per la perfezione dell’incastro.

In realtà è stata ancora più interessante perché ha mostrato anche il limite di questo tipo di organizzazione: sulla carta può sembrare tutto perfetto, ma basta un’attesa di un’ora o un’autostrada bloccata per cambiare completamente la giornata.

E soprattutto, dopo il confronto con Carvoilà, so che un incastro del genere non va considerato come un modello da replicare alla cieca. Se accetto due servizi, devo essere ragionevolmente certo che siano compatibili anche senza contare su una serie di circostanze favorevoli.

Questa volta è andata bene anche perché la seconda auto doveva arrivare proprio a Reggio Emilia. In un’altra situazione, probabilmente, avrei avuto un problema molto più serio.

Quanto ho guadagnato in totale

Considerando i due servizi e l’indennizzo ricevuto per l’attesa della seconda auto, il totale della giornata è stato di 416,53 €.


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