I servizi della giornata

  • Anzola dell’Emilia → San Polo di Torrile
  • Parma → Perugia

La giornata era partita con un programma abbastanza semplice, almeno sulla carta. Avevo inizialmente organizzato il lavoro intorno a un servizio da Anzola dell’Emilia a San Polo di Torrile, con due perizie da gestire tramite due applicazioni, ma nel frattempo era comparso un servizio Parma-Perugia che rendeva la giornata decisamente più interessante.

Avevo valutato anche altre combinazioni, tra cui Varese-Parma e poi Parma-Anzola, per arrivare infine ad Anzola e proseguire verso San Polo. Alla fine, però, ho preferito cambiare programma e sfruttare il servizio per Perugia, cercando di costruire tutta la giornata intorno a questi due lavori.

La partenza in bici verso la stazione

La mattina sono partito da casa con la mia bici elettrica e ho pedalato fino alla stazione di Reggio Emilia. Ormai è una soluzione che utilizzo spesso quando devo organizzare servizi che prevedono anche i treni, perché mi permette di raggiungere la stazione in autonomia senza dover dipendere da qualcuno che mi accompagni.

Da Reggio Emilia ho preso il treno verso Anzola dell’Emilia, facendo il cambio a Castelfranco. Una volta arrivato ad Anzola sono risalito sulla bici e ho raggiunto il punto in cui dovevo recuperare il primo mezzo.

Sono arrivato intorno alle 8:30-8:45, quindi con un buon margine rispetto all’orario previsto per il servizio.

Da Anzola dell’Emilia a San Polo di Torrile

Il primo lavoro della giornata prevedeva il trasferimento di un Fiat Ducato da Anzola dell’Emilia a San Polo di Torrile.

Recuperato il furgone, sono partito verso Parma. Era il classico servizio che sulla carta sembra abbastanza semplice, ma che va comunque inserito all’interno di tutto il resto della giornata, perché una volta arrivato a San Polo avrei dovuto nuovamente spostarmi in bici per raggiungere Parma e il secondo punto di partenza.

Arrivato a San Polo di Torrile ho completato la consegna del Ducato e, terminato il servizio, ho ripreso la bici.

Da San Polo ho quindi pedalato verso Parma, direzione Antares, dove mi aspettava il secondo servizio della giornata.

Il secondo servizio: da Parma a Perugia

Il trasferimento da Parma a Perugia era decisamente più lungo e rappresentava il motivo principale per cui avevo deciso di modificare il programma iniziale.

Una volta arrivato ad Antares ho recuperato la Nissan e sono partito verso Perugia.

Il viaggio è proseguito senza particolari problemi e, una volta arrivato a destinazione, ho completato la consegna. A quel punto, però, restava ancora da risolvere una parte fondamentale della giornata: il rientro a casa.

Il ritorno era già stato studiato

Prima ancora di partire per Perugia avevo controllato diverse combinazioni di treni per il ritorno. Avevo individuato un regionale intorno alle 15:38 e altre possibilità successive, alcune delle quali prevedevano un regionale seguito da un Intercity.

Le varie soluzioni arrivavano tutte più o meno allo stesso risultato finale, con il rientro a casa previsto tra le 21 e le 22. La differenza principale era quindi nella comodità del viaggio, nei cambi e naturalmente nel costo del biglietto.

La soluzione che avevo scelto inizialmente era quella più economica, con un biglietto da circa 27 euro.

Il problema è che, mentre ero al bar a mangiare, avevo iniziato la procedura per acquistarlo sul telefono ma mi ero dimenticato di completare il pagamento.

Me ne sono accorto quando mancavano ormai pochi minuti alla partenza. Ho provato a completare l’acquisto, ma l’applicazione non mi permetteva più di acquistare quel biglietto perché erano rimasti meno di cinque minuti.

A quel punto non avevo più molto da fare se non salire sul treno e provare a sistemare la situazione direttamente a bordo.

Il regionale parte in ritardo e cambia tutto

Una volta salito sul treno ho spiegato al controllore quello che era successo e gli ho chiesto se fosse possibile acquistare il biglietto a bordo.

Nel frattempo, però, c’era un altro problema: il treno era già in ritardo di circa 13 minuti.

Il collegamento che avevo programmato prevedeva un cambio a Firenze Campo di Marte con circa 22 minuti di margine. Sulla carta poteva essere sufficiente, ma con oltre dieci minuti di ritardo già accumulati iniziavo a non essere più così tranquillo.

Se avessi perso quella coincidenza, tutto il programma del rientro sarebbe saltato e avrei rischiato di arrivare a casa molto più tardi.

Così ho iniziato a ragionare su una soluzione alternativa.

Scendo a Terontola e cambio completamente piano

Invece di proseguire fino a Firenze, ho deciso di scendere a Terontola e prendere da lì un Intercity verso Reggio Emilia, passando per Bologna.

La soluzione aveva un vantaggio importante: mi permetteva di avere molto più margine.

Arrivando a Terontola avrei avuto circa un’ora prima della partenza dell’Intercity. In pratica, invece di affidarmi a una coincidenza piuttosto stretta a Firenze, avrei avuto tutto il tempo necessario per aspettare il treno successivo senza dover controllare continuamente l’orologio.

Inoltre, acquistando il biglietto dell’Intercity da Terontola, il costo era di circa 33 euro, contro i circa 39 euro che avrei speso partendo direttamente da Perugia con quella soluzione.

Per il tratto regionale fino a Terontola avevo comunque provato a regolarizzare il viaggio chiedendo al controllore di acquistare il biglietto a bordo. Il controllore, però, non è più tornato.

A quel punto ho semplicemente proseguito con il piano che avevo appena costruito.

Un’ora di margine che alla fine si rivela preziosa

Arrivato a Terontola ho quindi aspettato l’Intercity. Questa volta senza l’ansia di dover correre da un binario all’altro per una coincidenza di pochi minuti.

Il treno è poi partito verso Bologna e, una volta arrivato in stazione, sono riuscito a prendere addirittura un treno precedente rispetto a quello che avevo inizialmente previsto.

Alla fine questa scelta mi ha permesso di recuperare ulteriore tempo e sono riuscito ad arrivare a casa prima delle 21, circa mezz’ora prima rispetto a quanto avevo preventivato inizialmente.

Ancora una volta l’organizzazione fa la differenza

Questa giornata mi ha ricordato ancora una volta quanto sia importante, per chi fa il driver utilizzando anche i treni, non limitarsi a guardare il primo collegamento disponibile.

Bisogna sempre cercare di avere in mente almeno un’alternativa, soprattutto quando ci sono cambi di treno e coincidenze che non lasciano molto margine.

In questo caso avevo già controllato diverse possibilità prima di partire. Quando il regionale ha accumulato ritardo, ho potuto quindi cambiare rapidamente strategia e scegliere Terontola come punto di cambio.

Se avessi avuto un solo itinerario in mente, probabilmente avrei continuato fino a Firenze sperando di riuscire a prendere la coincidenza. Invece, avendo già valutato altre combinazioni, ho potuto scegliere quella che mi dava più tranquillità.

È un aspetto che nel lavoro da driver torna continuamente: non sempre serve trovare il percorso perfetto, ma è fondamentale avere un piano alternativo quando qualcosa non va come previsto.

Anche questa volta bici, auto e treni hanno dovuto incastrarsi alla perfezione, ma alla fine tutto è andato per il verso giusto.

Il tema delle coincidenze ferroviarie e dei margini di sicurezza è già comparso in una delle mie giornate precedenti, quando un servizio è saltato proprio per pochi minuti: quando non basta guardare i treni.

Anche l’utilizzo della bici per collegare stazioni, punti di ritiro e consegne è ormai una parte importante della mia organizzazione quotidiana, come avevo raccontato anche in una giornata salvata dall’organizzazione.

Compenso totale: 272,97 €


Scopri di più da Vita da Driver

Abbonati per ricevere gli ultimi articoli inviati alla tua e-mail.

Scopri di più da Vita da Driver

Abbonati ora per continuare a leggere e avere accesso all'archivio completo.

Continua a leggere