Servizi svolti:
- Modena → Fiorano Modenese (Citroën C3)
- Fiorano Modenese → Modena (Fiat Panda)
- Anzola Emilia → San Polo Torrile (Fiat Ducato con perizia PAVE e Moviecar)
- Anzola Emilia → San Polo Torrile (Fiat Ducato con perizia PAVE e Moviecar)
Ogni tanto basta una decisione presa il giorno prima per trasformare una giornata che rischiava di essere complicata in una delle più tranquille del mese. È esattamente quello che è successo questa volta.
In origine avevo tre servizi piuttosto impegnativi: due furgoni Amazon da Anzola Emilia a San Polo Torrile con doppia perizia tramite PAVE e Moviecar, più un altro furgone da Parma sempre diretto a San Polo Torrile. Facendo due conti mi ero reso conto che gli orari erano troppo tirati. A San Polo, dopo le cinque del pomeriggio, i mezzi non vengono più ritirati e non si può mai sapere quanto tempo servirà per completare la consegna.
Per evitare qualsiasi rischio avevo quindi anticipato il servizio Parma-San Polo Torrile al giorno precedente. Una scelta che, oltre a riempire il buco della giornata precedente, mi ha lasciato abbastanza margine per affrontare con serenità quella di oggi.
Un servizio extra trovato al momento giusto
Proprio grazie a quel margine è comparsa un’opportunità interessante. Il giorno prima era stato pubblicato un servizio andata e ritorno da Modena a Fiorano con auto sostitutiva. Il compenso non era particolarmente elevato, ma era perfettamente sulla mia strada.
Sono quindi partito da casa in bicicletta fino alla stazione di Reggio Emilia, circa dieci minuti di pedalata, poi treno per Modena. Dalla stazione alla Car Clinic ci vogliono appena cinque minuti in bici.
Qui ho ritirato una Citroën C3, l’ho consegnata a Fiorano Modenese e sono rientrato subito a Modena con una Fiat Panda. In pratica due servizi consecutivi, entrambi conclusi prima ancora di iniziare la parte principale della giornata.

Una volta arrivato di nuovo in stazione avevo ancora quasi venti minuti prima del treno per Anzola Emilia. Tempo sufficiente per fare con calma una colazione, cosa che durante queste giornate non è affatto scontata.
Due furgoni Amazon e quattro verbali
Arrivato ad Anzola Emilia ho percorso in bicicletta il classico quarto d’ora che separa la stazione dal deposito Amazon. Qui è iniziata la parte più lunga della giornata.

Per ogni furgone è necessario eseguire due controlli distinti: prima la perizia con l’app PAVE e poi quella con Moviecar. In totale si perde circa mezz’ora per ogni mezzo prima ancora di mettersi in viaggio.
Il primo furgone aveva una particolarità piuttosto curiosa. L’addetto mi ha fatto notare che l’adesivo Amazon Prime applicato sulla carrozzeria era completamente al contrario. Una cosa a cui probabilmente non avrei mai fatto caso se non me l’avesse indicata lui, ma che è stata sistemata immediatamente.

Dopo aver consegnato il mezzo a San Polo Torrile non avevo abbastanza tempo per fermarmi a pranzo come faccio spesso. Mi sono quindi fatto preparare un panino in un bar vicino e l’ho mangiato con calma mentre aspettavo il treno per tornare ad Anzola e recuperare il secondo furgone.
Il furgone senza limitatore
Il secondo Fiat Ducato era ancora più curioso del primo. Il climatizzatore funzionava male e dentro faceva parecchio caldo, ma la vera sorpresa è arrivata in autostrada.
Di solito tutti i furgoni Amazon sono limitati a circa 120 km/h. Questo invece non aveva alcun limitatore e riusciva a mantenere tranquillamente la velocità del traffico anche in terza corsia.
In questa occasione non mi è servito recuperare tempo, perché ero perfettamente in tabella, ma è stata comunque una situazione insolita rispetto a tutti gli altri mezzi che avevo guidato fino ad allora.

Dal panino al gelato
Grazie all’organizzazione della giornata sono arrivato alla seconda consegna con largo anticipo rispetto al solito.
Il pranzo era già stato risolto con il panino mangiato in stazione e quindi, mentre aspettavo il treno del ritorno, mi sono concesso addirittura un gelato in una gelateria di San Polo Torrile. Non è certo una cosa che capita spesso durante una giornata lavorativa da driver.

Da lì sono rientrato in treno passando da Parma e poi Reggio Emilia, con gli ultimi dieci minuti in bicicletta fino a casa.
Mattina invernale, pomeriggio estivo
Un’altra curiosità è stata la temperatura. La mattina sono partito con appena sei gradi: due felpe e K-Way erano praticamente obbligatori per pedalare senza congelarsi.
Nel pomeriggio, invece, il termometro segnava oltre venti gradi. Il K-Way era già finito nello zaino e una felpa legata in vita. In primavera bisogna sempre vestirsi “a cipolla”, perché nell’arco della stessa giornata si passa dal freddo quasi invernale al caldo pieno.
Ancora una volta si è dimostrato quanto sia importante pianificare con un po’ di anticipo. Lo avevo già raccontato in Da Piacenza a Reggio: quattro servizi perfettamente incastrati, così come in Quattro furgoni, due ore di bici e una giornata salvata dall’organizzazione e in Giocare d’anticipo: quattro servizi, due bici e un acquazzone. Organizzarsi bene spesso vale più di correre tutto il giorno.
Compenso totale: 226,54 €
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