I servizi della giornata
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- Beinasco → Grosseto con una BMW X6
Il servizio di oggi, sulla carta, era tutto facile facile. Avevo parecchio tempo a disposizione, il rientro in treno era già programmato e non c’erano particolari incastri da rispettare.
Per una volta, quindi, invece di correre dall’inizio alla fine della giornata, potevo permettermi di prendere le cose con calma. E alla fine questa possibilità mi ha consentito anche di fare una cosa che durante i servizi faccio raramente: provare una strada alternativa per fermarmi a una colonnina che non avevo ancora recensito per Il Forum Sui Veicoli 100% Elettrici.
Il treno per Torino parte male
La mattina sono partito presto da Reggio Emilia con il treno regionale delle 5:37 diretto verso Voghera. Il programma era semplice: arrivare a Torino Lingotto, scendere e poi raggiungere il punto di ritiro.
Il problema è arrivato praticamente subito, perché il primo treno ha accumulato circa mezz’ora di ritardo. Questo significava perdere la coincidenza successiva a Voghera e, con la soluzione prevista inizialmente, avrei dovuto aspettare un’altra ora.
A quel punto ho chiesto direttamente al personale dell’Intercity se potevo salire e, fortunatamente, sono riuscito a proseguire senza perdere tutto quel tempo. Alla fine sono arrivato a Torino Lingotto praticamente all’orario che avevo previsto.

È uno di quei piccoli imprevisti che, quando hai una giornata piena di incastri, possono mandare completamente all’aria il programma. Oggi invece avevo margine e quindi il problema si è risolto senza particolari conseguenze.
Una BMW X6 e quasi 480 km davanti
Arrivato al punto di ritiro ho preso una BMW X6 diretta a Grosseto.
Il navigatore, facendo il percorso più veloce, mi dava circa cinque ore di viaggio. Avevo però già visto che, arrivando a Grosseto, avrei avuto parecchio tempo prima del treno del pomeriggio.
Normalmente, con un servizio del genere, sarei partito spedito cercando di arrivare il prima possibile. Oggi invece non ne valeva la pena.
L’officina a Grosseto apriva alle 14:30. Anche facendo una corsa per cercare di arrivare prima, non avrei avuto la certezza di poter consegnare l’auto in anticipo. Anzi, in queste situazioni non è affatto detto che una concessionaria o un’officina ritiri la macchina prima dell’orario previsto.
Quindi ho deciso di fare l’opposto di quello che faccio quasi sempre: niente corsa contro il tempo.
La deviazione per provare una nuova colonnina
Invece di seguire il percorso più diretto, ho scelto una variante che utilizzo raramente. È una strada che evita il passaggio da Alessandria e scende più verso sud, utile anche quando c’è traffico.
In quella zona c’erano alcune colonnine che non avevo ancora provato e recensito, quindi ho pensato di approfittarne. Se avessi avuto un altro servizio da incastrare subito dopo, probabilmente non mi sarei mai fermato.
Invece oggi potevo unire l’utile al dilettevole: fare una deviazione, visitare una colonnina nuova e continuare il viaggio senza avere l’ansia dell’orologio.

È un lusso che da driver capita raramente. Quando hai una coincidenza da prendere o un secondo servizio da raggiungere, anche quindici minuti possono diventare preziosi. In giornate come questa, invece, il margine permette di fare anche cose che normalmente rimandi.
Non è la prima volta che mi capita di capire quanto sia importante avere del tempo di sicurezza: ne avevo già parlato raccontando una giornata in cui il margine aveva fatto la differenza.
All’inizio vado forte, poi guardo il carburante
Per la prima parte del viaggio sono andato abbastanza spedito. Con una BMW X6 su una strada piena di curve mi sono anche divertito: ho utilizzato la modalità Sport e, con una guida fluida, il tempo è passato abbastanza velocemente.
Nel frattempo avevo già fatto due soste: una per il bar e la colonnina e un’altra semplicemente per andare in bagno.
Superata abbondantemente la metà del viaggio mi sono però reso conto di una cosa: sarei arrivato a Grosseto molto prima del necessario. Il mio treno era nel pomeriggio e, anche continuando a guidare spedito, avrei comunque dovuto fermarmi ancora.
C’era poi un’altra questione da considerare: il carburante.
Alla partenza mi avevano avvisato di fare benzina subito perché l’auto era praticamente a secco e non era possibile sapere con precisione quanti chilometri di autonomia avesse ancora.
Ho trovato un distributore a pochi chilometri e ho deciso di mettere 80 euro di benzina. Non conoscendo bene i consumi della macchina, inizialmente avevo pensato che forse sarebbe stato meglio metterne anche di più, ma con quella quantità avrei dovuto arrivare a Grosseto senza problemi se avessi mantenuto una velocità ragionevole.
Era un distributore self service e, visto che ero già lì, non aveva senso cercarne un altro solo per raccogliere i punti che normalmente cerco di accumulare quando faccio rifornimento con un operatore presente.
Con il carburante sistemato e tutto quel margine a disposizione, ho semplicemente rallentato.
A 120 km/h invece di correre
Mi sono messo tranquillamente intorno ai 120 km/h.
In questo modo avrei consumato meno, sarei arrivato con una quantità di carburante sufficiente e avrei comunque avuto tutto il tempo necessario per fare una o due soste aggiuntive.
Ed è proprio questo il punto: se avessi continuato a guidare come faccio normalmente quando ho un orario da rispettare, sarei arrivato molto prima, probabilmente con il carburante quasi alla riserva e con un’altra lunga attesa da affrontare a Grosseto.
Invece ho preferito distribuire meglio il tempo.
Non serviva correre per poi fermarsi ad aspettare. Tanto valeva viaggiare più tranquilli, fare le soste necessarie e arrivare quando aveva realmente senso arrivare.
Per un lavoro come quello del driver sembra una cosa banale, ma non lo è. Quando sei abituato a incastrare servizi e coincidenze, la tentazione di recuperare sempre qualche minuto è fortissima. In realtà, quando il margine c’è, usarlo può rendere la giornata molto più semplice.
Finalmente una giornata senza corse
Arrivato a Grosseto avevo ancora tempo prima dell’apertura dell’officina e prima del treno.
Ho quindi potuto consegnare l’auto senza dover fare una corsa finale e raggiungere la stazione in bicicletta con tutta calma.

Il viaggio in auto era stato di circa 480 km e, considerando le soste e la deviazione fatta per provare la colonnina, alla fine non avevo nessun motivo per accelerare ulteriormente.
Anzi, la cosa interessante di questa giornata è proprio che avrei potuto provare ad arrivare prima, ma non avrei ottenuto praticamente nulla.
Se l’officina avesse avuto la possibilità certa di ritirare l’auto già alle 14, forse avrei tentato di arrivare in anticipo e avrei guadagnato un paio d’ore. Ma non c’era nessuna garanzia. Alcune concessionarie ritirano effettivamente le auto solo quando inizia l’orario previsto e quindi rischiare una corsa per niente non aveva senso.
Meglio fermarsi, fare colazione, andare in bagno, eventualmente mangiare qualcosa e arrivare tranquilli.
Il rientro in treno e una scelta per arrivare prima
Per il ritorno avevo inizialmente previsto una soluzione con più cambi, partendo da Grosseto nel pomeriggio. Il primo treno era il Regionale Veloce delle 16:26 diretto a Pisa Centrale, seguito da un altro regionale verso Firenze e poi dall’Intercity per Reggio Emilia.


Alla fine ho preferito prendere direttamente una soluzione con Intercity che mi permetteva di arrivare a casa circa un’ora prima.
La scelta aveva anche un motivo molto semplice: il giorno successivo sapevo che mi aspettava un’altra giornata con parecchi chilometri da guidare e non volevo arrivarci troppo stanco, soprattutto considerando che avrei dovuto guidare anche la sera.
Anche questo fa parte del lavoro da driver: non bisogna valutare soltanto quanto si riesce a guadagnare in una singola giornata, ma anche come arrivare al giorno successivo.
Su un’altra giornata avevo già sfruttato un viaggio per abbinare il lavoro alle colonnine. Questa volta non avevo un secondo servizio da incastrare, ma sono riuscito comunque a trasformare una semplice deviazione in un’occasione per provare una colonnina nuova.
Una giornata semplice, che mi ha fatto bene
Alla fine quella del 3 giugno è stata una giornata molto diversa dalle solite.
Niente incastri impossibili, niente corse contro il tempo e nessun secondo servizio da raggiungere al minuto. Solo una lunga tratta da Beinasco a Grosseto, qualche sosta, una deviazione per provare una colonnina e un rientro organizzato in modo da arrivare a casa prima possibile.
Ed è curioso perché, facendo il driver, spesso si tende a pensare che la giornata migliore sia quella in cui riesci a infilare più servizi possibile.
In realtà non sempre è così.
Ogni tanto una giornata semplice, con un solo servizio ben pagato e abbastanza margine per gestire tutto senza stress, è esattamente quello che serve.
Quanto ho guadagnato in totale
Totale guadagnato oggi: 227,33 €
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