Oggi mi attende quella che sulla carta sembra una bella giornata. Non si guadagna tantissimo, ma c’è un bell’incastro e soprattutto, per quanto mi riguarda, una bella pedalata da fare in una giornata davvero piacevole.
Siamo a metà maggio, finalmente è tornato il sole dopo diversi giorni di pioggia e l’aria è ancora fresca. Le condizioni ideali per una giornata in cui dovrò alternare auto, treni e bicicletta.
I servizi della giornata
- Parma → Borso del Grappa con una Skoda Octavia Wagon
- Reggio Emilia → Reggio Emilia con una Mazda CX-60
Il programma prevede di partire da casa in bicicletta, raggiungere la stazione di Reggio Emilia e prendere il treno per Parma. Da lì ho circa un quarto d’ora di pedalata per arrivare ad Antares, dove devo ritirare una Skoda Octavia Wagon.
La prima destinazione è Borso del Grappa. Sulla carta ci vogliono circa due ore e mezza di auto.
Il vero incastro, però, arriva dopo la consegna. Da Borso del Grappa, tornando con il treno, potrei utilizzare l’autobus da Bassano del Grappa, che è lì vicino. Io però con gli autobus e la bicicletta non ho mai avuto un rapporto particolarmente semplice: se trovo l’autista che non vuole farmela salire, rischio di rimanere bloccato.
Per questo preferisco fare diversamente: da Borso del Grappa pedalo direttamente fino a Castelfranco Veneto. Sulla carta è circa un’ora e un quarto di bicicletta, dopodiché da Castelfranco ho un treno alle 12:20 che mi porta verso Padova, Bologna e infine Reggio Emilia.
Se tutto va bene, dovrei arrivare a Reggio Emilia intorno alle 16:15. E alle 17 ho già un altro servizio.
Quindi sulla carta è tutto molto bello: praticamente nessun tempo morto, due servizi incastrati e una lunga pedalata in una bella giornata di sole.
La batteria della bici è una piccola incognita
Prima di partire penso anche all’autonomia della bici. Oggi dovrò pedalare parecchio e, soprattutto, ho visto che nel tratto verso Castelfranco Veneto ci sono anche delle salite.
Mi sono quindi portato dietro il power bank per la batteria, peccato che mi sia dimenticato di caricarlo completamente.
Prima di uscire di casa riesco comunque a dargli un po’ di carica e conto di avere circa metà batteria disponibile come riserva. In teoria dovrei riuscire a fare tutto con la batteria principale: una decina di minuti fino alla stazione di Reggio Emilia, un quarto d’ora da Parma ad Antares e poi la parte più lunga da Borso del Grappa a Castelfranco Veneto.
Una volta arrivato a Castelfranco, durante il viaggio in treno potrò ricaricare entrambe le batterie, prima una e poi l’altra. In questo modo sono abbastanza tranquillo.
È comunque il classico esempio di quanto sia importante pensare in anticipo anche ai dettagli apparentemente secondari. Quando si lavora combinando auto, bici e treni, un problema di autonomia può diventare rapidamente un problema sull’intera giornata.
Da Reggio Emilia a Parma
Parto da casa in bicicletta e raggiungo la stazione di Reggio Emilia. Il treno procede regolarmente e, una volta arrivato a Parma, mi aspetta la prima breve pedalata della giornata.
In circa un quarto d’ora raggiungo Antares, dove ritiro la Skoda Octavia Wagon e parto verso Borso del Grappa.

Il viaggio procede bene e riesco addirittura a recuperare circa mezz’ora rispetto alle previsioni iniziali.
Alle 10:11, visto che sono abbondantemente in anticipo, mi fermo anche qualche minuto per fare alcune fotografie alle colonnine di ricarica per auto elettriche. Sono foto che voglio utilizzare successivamente per una recensione sul forum elettrico.

È una piccola pausa che posso permettermi proprio perché ho costruito un buon margine durante il viaggio.
Alla fine arrivo a destinazione e consegno l’auto alle 10:45.
Da Borso del Grappa a Castelfranco Veneto in bici
Adesso inizia la parte più particolare della giornata.
Da Borso del Grappa devo raggiungere in bicicletta la stazione di Castelfranco Veneto. Il navigatore mi indica circa un’ora e un quarto e il treno è alle 12:20.
Ho quindi un margine sufficiente per affrontare la pedalata senza dover correre.
La giornata è davvero ideale: sole, temperatura fresca e strade che arrivano dopo diversi giorni di pioggia. Anche se sto lavorando, questa parte del servizio è quasi piacevole.


La salita si fa sentire sulla batteria, come avevo previsto, ma la bici continua a comportarsi bene. Arrivo a Castelfranco Veneto con un buon anticipo rispetto alla partenza del treno.

A questo punto posso finalmente concedermi una colazione al bar.
Per il pranzo invece vedrò più avanti: se riesco a mangiare qualcosa a Bologna bene, altrimenti, come spesso succede nelle giornate da driver, si salta.
La bicicletta ormai è una parte importante della mia organizzazione lavorativa e mi permette di costruire incastri che con i soli mezzi pubblici sarebbero molto più complicati. In una giornata precedente avevo raccontato anche quanto possa essere particolare gestire una bici sui mezzi pubblici in Da Marostica a Bologna: una bici sul bus e un servizio salvato dalla pioggia.
La proposta per Frosinone che arriva durante il viaggio
Mentre sto rientrando verso Bologna, nel frattempo, compare anche una nuova proposta.
È un servizio da Parma alle 14 verso Pratica, vicino a Frosinone. Lo vedo comparire diverse volte e sembra che non riescano a trovare facilmente un driver.
Faccio quindi una proposta, chiedendo se fosse possibile partire alle 16:30. Loro verificano internamente perché la destinazione è chiusa per la pausa pranzo e mi avrebbero fatto sapere.
Nel frattempo, però, il servizio viene preso da un altro driver.
Avrei probabilmente potuto provare a bloccarlo mentre aspettavo la risposta, ma guardando il programma del giorno successivo forse è stato meglio così.
Il giorno dopo ho infatti un servizio che parte da Ascoli Piceno. Anche facendo Parma-Frosinone e passando la notte fuori, non sarei riuscito a organizzare il rientro in modo da essere ad Ascoli la mattina successiva.
Avrei quindi fatto un servizio molto lungo per poi ritrovarmi a complicare parecchio il giorno dopo. In questi casi bisogna guardare l’intero incastro e non soltanto il guadagno del singolo trasferimento.
Padova, Bologna e il treno che per poco non riesco a prendere
Il treno arriva a Padova con circa quattro minuti di ritardo.

Questo significa che scendo intorno al minuto 49, mentre a Bologna c’è un treno al minuto 50 che potrei teoricamente utilizzare per anticipare il rientro.
Conosco abbastanza bene la stazione di Bologna e so come muovermi. In teoria ho appena il tempo per provarci.
Scendo, attraverso velocemente il corridoio, raggiungo il binario e salgo verso il treno. Arrivo praticamente mentre stanno chiudendo l’ultima porta.
È questione di pochi secondi: la porta si chiude e il treno parte.
Quindi niente anticipo. Prendo il treno previsto inizialmente, quello al minuto 33 dell’ora successiva.
Alla fine, però, non è successo niente di grave. Anzi, arrivando a Reggio Emilia sarei comunque stato ampiamente in anticipo rispetto al secondo servizio.
È un altro piccolo esempio di quanto possa essere sottile il confine tra un incastro perfetto e un collegamento che salta per pochi secondi. Una situazione simile, anche se per motivi completamente diversi, l’avevo già raccontata in Un biglietto non pagato mi ha fatto cambiare treno: alla fine sono arrivato prima.
A Bologna finalmente mangio qualcosa
Arrivato a Bologna ho circa quaranta minuti di attesa e ne approfitto per mangiare qualcosa.
Finalmente riesco a fare una pausa vera e prendo un pezzo di focaccia prima di ripartire verso Reggio Emilia.
Non è certo un pranzo lungo, ma dopo una mattinata tra auto, bici e treni è già qualcosa.
Il secondo servizio è a Reggio Emilia
Arrivo a Reggio Emilia intorno alle 16:30, quindi con circa mezz’ora di anticipo rispetto all’appuntamento delle 17.
Il secondo servizio della giornata è molto più semplice dal punto di vista logistico: devo ritirare una Mazda CX-60 a Reggio Emilia e consegnarla sempre a Reggio Emilia.
Il problema è che, nonostante l’appuntamento fosse fissato alle 17, l’auto mi viene consegnata soltanto alle 17:20.

Quindi quei trenta minuti di margine che avevo costruito durante la giornata finiscono in parte assorbiti dall’attesa.
In questo caso, però, non cambia praticamente nulla: sono già nella mia città e la consegna è sempre a Reggio Emilia.
È proprio per questo che, quando posso, preferisco arrivare con un po’ di anticipo. Un’attesa di venti minuti può essere fastidiosa, ma se hai margine non compromette necessariamente il resto della giornata. È lo stesso principio che avevo raccontato anche in Da Pesaro a Milano senza stress: quando il margine salva la giornata.
Una giornata che sulla carta funzionava davvero bene
Alla fine la giornata si è sviluppata praticamente come l’avevo immaginata al mattino.
Un primo servizio da Parma a Borso del Grappa, una lunga pedalata fino a Castelfranco Veneto, il rientro in treno passando da Padova e Bologna e poi un secondo servizio direttamente a Reggio Emilia.
Ci sono stati alcuni piccoli contrattempi: il treno leggermente in ritardo, il tentativo fallito di prendere la coincidenza anticipata e i venti minuti di attesa per la seconda auto.
Niente, però, che abbia fatto saltare l’incastro.
La parte che mi è piaciuta maggiormente è stata probabilmente proprio quella che sulla carta poteva sembrare più faticosa: la pedalata da Borso del Grappa a Castelfranco Veneto. Con il sole e l’aria fresca di metà maggio, dopo diversi giorni di pioggia, è stata quasi una parte piacevole della giornata di lavoro.
Anche il servizio verso Frosinone, che alla fine non ho preso, si è rivelato un’occasione che forse era meglio lasciar perdere. Con il servizio del giorno successivo ad Ascoli Piceno avrei rischiato di complicare inutilmente entrambi i giorni.
Alla fine è stata quindi una giornata costruita bene, senza praticamente tempi morti e con un buon margine che ha permesso di assorbire anche qualche piccolo imprevisto.
Quanto ho guadagnato in totale
Per i due servizi della giornata, considerando anche l’indennizzo per il ritardo nella consegna della seconda auto, il totale è stato di 132,84 €.
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