Oggi è stata una di quelle giornate relativamente semplici, ma nelle quali alla fine si riesce a guadagnare abbastanza bene. Il problema è che, con il sistema attuale, giornate così non sono sempre facili da replicare.
I servizi della giornata
- Reggio Emilia → Milano con Volkswagen Golf
- Gallarate → Bologna con Peugeot 3008
Il programma sulla carta era abbastanza lineare: prendere una macchina a Reggio Emilia, portarla a Milano e da lì sfruttare treno e bicicletta per raggiungere Gallarate, dove mi aspettava una seconda auto da riportare verso Bologna.
La cosa interessante era che i due servizi si incastravano abbastanza bene, permettendomi di rientrare verso casa nel pomeriggio senza dover fare giri particolarmente complicati.
Da Reggio Emilia a Milano
La mattina sono partito per il primo servizio e ho preso la Volkswagen Golf a Reggio Emilia. L’idea era arrivare a Milano, consegnare l’auto e poi spostarmi velocemente verso la stazione ferroviaria.

In realtà il primo problema della giornata è arrivato proprio durante il trasferimento.
Il giorno prima avevo controllato i tempi di percorrenza e sembrava che ci volesse circa un’ora e mezza. Questa mattina, però, a Milano pioveva e il traffico era decisamente più pesante. Il navigatore ha iniziato a indicarmi quasi due ore.
La cosa mi preoccupava soprattutto per un motivo: avevo già in mente il treno da prendere a Milano per Gallarate e, se avessi perso quello, il margine si sarebbe ridotto parecchio.
In questi casi non ci sono molte alternative: ho semplicemente cercato di recuperare più tempo possibile, senza fermarmi durante il viaggio e sfruttando ogni momento in cui il traffico permetteva di procedere più velocemente.
Alla fine sono riuscito ad arrivare in tempo per prendere il primo treno utile. Avevo già anche un piano B nel caso fosse andato perso, mentre un eventuale piano C avrebbe significato arrivare a Gallarate verso mezzogiorno, con il rischio concreto di trovare la concessionaria in pausa.

È proprio questo uno degli aspetti che rendono particolare il lavoro da driver: spesso non basta sapere quanto dura un viaggio. Bisogna sapere anche cosa succede se qualcosa va storto e avere già pronta un’alternativa.
Una situazione simile mi era già capitata in un’altra giornata, quando un problema con un treno aveva completamente modificato il rientro: un biglietto non pagato mi ha fatto cambiare treno e, alla fine, sono arrivato prima.
Il secondo servizio parte da Gallarate

Arrivato a Gallarate ho ripreso la bicicletta e in una decina di minuti, forse anche qualcosa meno, sono arrivato alla concessionaria.
Qui mi aspettava la seconda auto della giornata, una Peugeot 3008 da portare a Bologna.
A questo punto il grosso del lavoro era fatto. Dovevo semplicemente partire e rientrare verso Bologna, cercando di arrivare in tempo per la consegna e soprattutto di mantenere il programma del rientro in treno.
Il viaggio è filato via senza particolari problemi e sono arrivato a Bologna poco dopo le 14.

Un incastro ferroviario che sembrava perfetto
Il piano per tornare a casa era abbastanza interessante. Una volta consegnata la macchina avrei dovuto raggiungere la stazione di Bologna Borgo Panigale e prendere un treno che mi avrebbe portato a Bologna Centrale. Da lì avevo previsto di prendere il regionale per Parma e poi proseguire fino a Reggio Emilia.
Sulla carta era un incastro molto bello, con coincidenze ravvicinate e la possibilità di arrivare a casa decisamente presto.
Peccato che il primo treno abbia accumulato circa dieci minuti di ritardo.
Quei dieci minuti sono bastati per far saltare tutto l’incastro successivo. Così, una volta arrivato a Bologna Centrale, mi sono ritrovato ad aspettare circa quaranta minuti il treno successivo.
A quel punto avrei potuto tranquillamente fermarmi a mangiare qualcosa a Bologna, ma avevo già previsto il possibile tempo di attesa e mi ero organizzato diversamente.
A Borgo Panigale avevo infatti comprato due tramezzini. Tanto ero comunque in anticipo e quell’attesa, che alla fine si è rivelata inevitabile, poteva essere utilizzata per mangiare qualcosa. Se invece tutte le coincidenze fossero andate bene, avrei mangiato tranquillamente sul treno.
È un piccolo dettaglio, ma sono proprio queste cose che nel lavoro da driver permettono di evitare di perdere tempo. Anche avere un po’ di margine durante una giornata di lavoro può cambiare completamente il modo in cui si affrontano gli imprevisti.
Alla fine sono arrivato a casa intorno alle 16:30. Non prestissimo, ma comunque in tempo per dedicarmi alle altre cose che avevo da fare.
Il servizio che poteva chiudere la giornata in bellezza
In realtà, mentre ero sul treno, era comparso anche un altro servizio interessante.
Era un’urgenza da Modena a Novi di Modena, pagata bene e, soprattutto, perfetta per la mia posizione in quel momento. Se fossi riuscito a vederla e valutarla qualche minuto prima, probabilmente sarebbe stata una conclusione ideale della giornata.
Il problema era che ero sul treno, con poco segnale, e tra il tempo necessario per capire dove fosse il servizio, se potevo effettivamente farlo e organizzare il tutto, qualcun altro lo ha preso.
Pazienza. Da un certo punto di vista forse è stato anche meglio così.
Ultimamente mi capita spesso di pensare che dovrei stare un po’ più a casa. Questo lavoro mi piace, mi piace girare, mi piace trovare gli incastri e vedere fin dove riesco ad arrivare durante una giornata. Il risultato è che ogni volta mi riprometto di rallentare un po’ e poi finisco per accettare un altro servizio.
Oggi, invece, sono tornato a casa abbastanza presto e avevo comunque altri lavori da fare. Quindi, per una volta, non è stato affatto male fermarsi.
La curiosità del giorno: il capotreno senza cuffie
Durante il viaggio di rientro mi è capitata anche una situazione abbastanza curiosa.
In una carrozza eravamo praticamente solo io e il capotreno. Era seduto nel posto dietro al mio e stava guardando dei video sul telefono con il volume abbastanza alto.
La cosa mi ha fatto sorridere perché normalmente, quando un passeggero guarda qualcosa sul telefono senza cuffie e con il volume alto, sono proprio i controllori a chiedergli di abbassarlo o di utilizzare gli auricolari.
Gliel’ho fatto notare scherzando e mi ha spiegato che stava seguendo un corso e che, se mi dava fastidio, potevo tranquillamente dirglielo.
Alla fine ho lasciato perdere. In fondo eravamo praticamente da soli e non valeva la pena farne un problema.
La macchina della Polizia in autostrada
Un’altra situazione curiosa mi è capitata invece durante il viaggio da Milano verso Piacenza.
Davanti a me c’era un’auto della Polizia che viaggiava a circa 130 km/h di GPS, ma occupava stabilmente la terza corsia.
La cosa particolare era che le altre corsie erano libere. Io ero dietro di loro e, normalmente, in una situazione del genere avrei semplicemente aspettato che si spostassero oppure, se non l’avessero fatto, avrei valutato il sorpasso a destra, cosa ovviamente da evitare.
Il problema è che, quando fai il driver, anche pochi minuti possono essere utili. L’auto della Polizia procedeva a velocità abbastanza costante, quindi non stava creando un vero problema di velocità, ma semplicemente mi impediva di recuperare quei minuti che avrei potuto guadagnare con una normale percorrenza nella corsia più libera.
Tra l’altro mi aveva ormai visto da parecchio tempo alle sue spalle e continuava a rimanere lì.
Mi sono venute in mente due possibilità: o era semplicemente una scelta di guida poco attenta, oppure poteva anche essere una sorta di “safety car” involontaria per evitare che chi arrivava dietro corresse troppo.
La seconda ipotesi è sicuramente più benevola, quindi preferisco pensare a quella.
Una giornata semplice, ma non scontata
Alla fine è stata una giornata molto più semplice rispetto ad altre che ho raccontato qui. Due servizi, qualche chilometro, un po’ di bicicletta, treni e un paio di piccoli contrattempi.
La cosa interessante è che il risultato economico è stato comunque buono, soprattutto considerando che non ci sono stati particolari tempi morti o situazioni complicate.
Peccato solo per il servizio urgente da Modena a Novi di Modena: quello avrebbe aggiunto un altro tassello perfetto alla giornata.
Ma va bene così. Ogni tanto anche una giornata da driver può finire presto, e forse non è una cosa negativa. Anche perché, quando questo lavoro ti piace davvero, il rischio è proprio quello di non riuscire mai a smettere di cercare il servizio successivo.
Quanto ho guadagnato in totale
Considerando i due servizi completati, oggi ho guadagnato in totale 250,48 €.
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