Servizi della giornata

  • Parma → Gallarate

  • Grosio (Sondrio) → Roma Ostia Antica


Questa è stata una di quelle missioni che sulla carta sembrano semplici: tanti chilometri, sì, ma tutto sommato lineari.

Poi inizi a fare i conti veri.
E la giornata cambia completamente faccia.

Il servizio principale era portare un Ford Transit dalla Valtellina fino a Roma.

Una tratta lunghissima, ma teoricamente gestibile.

Il dubbio iniziale era uno solo:
farla tutta in giornata oppure dividerla in due.

La scelta di spezzare il viaggio

L’idea più tranquilla sarebbe stata questa:

  • giovedì raggiungere la Valtellina

  • scendere fino a Reggio Emilia

  • dormire a casa

  • ripartire venerdì mattina verso Roma

Avevo anche scritto a Carvoilà per capire se ci fossero problemi nel dividere il viaggio, ma non avevo ancora ricevuto risposta.

Nel frattempo però avevo già un servizio che mi portava verso Gallarate.

E lì ho deciso di sfruttare l’incastro.

Ho preso il servizio Parma → Gallarate con la Ford Puma, così invece di tornare verso casa ho continuato direttamente il viaggio verso nord, prenotando un appartamento per la notte.

In pratica mi sono portato avanti col lavoro e la mattina dopo ero già quasi a metà missione.


Partenza dalla Valtellina

La mattina dopo sono arrivato al punto di ritiro verso le 7:50–8:00.

Da lì è iniziata la vera traversata:
Valtellina → Roma.

Il mezzo era un Ford Transit e il viaggio sarebbe stato lungo, ma il vero problema non era la guida.

Era il ritorno.

Avevo già prenotato un Italo da Roma Tiburtina alle 18:50, che mi avrebbe riportato verso casa in serata.

Sulla carta sembrava tutto perfetto.

Poi mi sono accorto di ricordare male un dettaglio fondamentale.


L’errore nei calcoli

Nella mia testa il piano era:

  • consegna del mezzo

  • un’ora circa di bici

  • arrivo a Roma Ostiense

  • treno veloce per il rientro

Solo che non funzionava così.

In realtà il percorso corretto era molto più complicato:

  • circa un’ora di bici fino a Ostiense

  • poi trenino urbano

  • arrivo a Tiburtina

  • da lì Italo

E questo cambiava completamente tutto.

Perché se perdevo il trenino urbano giusto, perdevo anche l’Italo.
E quello successivo era circa due ore dopo.

Il problema è che quando me ne sono accorto ero già in viaggio.


La corsa contro il tempo

All’inizio sembrava di avere margine.

Il navigatore indicava arrivo verso le 16:30–17:00 e quindi pensavo di riuscire tranquillamente a fare anche la parte finale in bici.

Poi ho rifatto meglio tutti i conti.

Per stare davvero tranquillo avrei dovuto arrivare verso le 16:00.

A metà viaggio mi sono fermato per fare benzina e ho controllato meglio tempi, coincidenze e tragitti.

Il navigatore segnava arrivo alle 16:24.

Ed è lì che ho capito che ero tiratissimo.

Perché bisognava considerare:

  • consegna del mezzo

  • eventuali attese

  • scarico bici

  • pedalata

  • trenino urbano

  • margine minimo per Tiburtina

Da quel momento è iniziata una vera corsa contro il tempo.


Le strade di montagna

Il problema è che nelle prime ore non potevo recuperare praticamente nulla.

Stavo ancora scendendo dalle strade di montagna della Valtellina:

  • una corsia

  • camion

  • trattori

  • traffico lento

Era impossibile guadagnare tempo.

Solo una volta arrivato in autostrada ho iniziato lentamente a recuperare qualche minuto.

Ma il margine restava minimo.


L’incidente che rischiava di saltare tutto

A circa un’ora e mezza dall’arrivo il navigatore ha segnalato un incidente.

I tempi hanno iniziato subito ad allungarsi.

A quel punto il rischio di perdere il treno è diventato reale.

Mentre cercavo alternative e controllavo i collegamenti per capire eventuali piani B, ho sbagliato strada.

E paradossalmente è stata una fortuna.

Quella deviazione mi ha fatto evitare completamente la coda dell’incidente.

All’inizio il navigatore segnava comunque alcuni minuti di ritardo in più, ma poco alla volta ho iniziato a recuperarli.


Il dubbio della bici sul trenino urbano

Nel frattempo c’era anche un altro problema:
la bici elettrica.

Sui regionali italiani di solito non ci sono grossi problemi, ma sulle linee urbane o sui trenini locali dipende molto dalla situazione.

La mia bici però sembra quasi una bici normale:

  • batteria poco visibile

  • power bank nello zaino

  • aspetto abbastanza compatto

Quindi il piano era semplice:
provare a salire.

Se mi lasciavano entrare bene.
Altrimenti avrei dovuto fare tutta la pedalata completa fino a Ostiense.

E con il tempo che avevo sarebbe stato molto più rischioso.


Pioggia, caldo e stanchezza

Come se non bastasse, a Roma stava iniziando anche a piovere.

Avevo comunque tutta l’attrezzatura:

  • giacca impermeabile

  • pantaloni impermeabili

  • scarpe impermeabili

Il problema era un altro.

Tra umidità, pioggia e temperatura romana si sudava tantissimo.

E soprattutto erano già due giorni che ero in giro.


Alimentazione da driver

Anche mangiare era passato completamente in secondo piano.

Giorno 1

  • cappuccino di soia e treccina alle noci

  • panino vegetariano a pranzo

  • un’ora di bici verso l’appartamento

  • cena improvvisata con grissini, cioccolatini, mandarini e una mela

Giorno 2

  • cappuccino di soia e brioche

  • un sacchetto di mandorle da 100 grammi come pranzo

La vera cena sarebbe arrivata solo a Tiburtina, prima di prendere l’Italo.


Il ritorno

Alla fine il piano ha funzionato.

Nonostante:

  • due giorni fuori casa

  • attraversamento completo dell’Italia

  • errore iniziale nei calcoli

  • incidente in autostrada

  • tempi strettissimi

  • pioggia finale

  • bici

  • coincidenze

sono riuscito a prendere l’Italo delle 18:50 da Roma Tiburtina.

Il ritorno era previsto verso le 21:30.

Ed è stata una fortuna enorme.

Perché la mattina dopo avevo già altri tre servizi programmati.

Se avessi perso quel treno sarei rientrato tardissimo e praticamente senza dormire.


Conclusione

Quella che sembrava una semplice consegna lunga si è trasformata in una vera maratona logistica di due giorni:

  • servizio fino alla Valtellina

  • notte fuori

  • attraversamento dell’Italia

  • consegna a Roma

  • bici sotto la pioggia

  • trenino urbano

  • Italo serale per tornare a casa

E la cosa più assurda è che, finita una giornata così, il giorno dopo si riparte come se niente fosse.


Compenso totale servizi: 680,38 €

 


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