I servizi della giornata
- Trasferimento di un Ford Kuga da Gallarate a Bologna, con attività aggiuntiva richiesta dal partner.
- Perizia di un veicolo ad Anzola dell’Emilia, con compilazione del verbale.
- Trasferimento di un Fiat Ducato da Anzola dell’Emilia a San Polo di Torrile.
- Due perizie aggiuntive presso il parco mezzi di San Polo di Torrile.
L’8 giugno è stata una giornata abbastanza regolare, almeno nelle intenzioni iniziali, ma decisamente interessante dal punto di vista dei guadagni. Sono riuscito a collegare diversi servizi sfruttando il treno e la bicicletta per gli spostamenti tra le varie località, evitando di perdere troppo tempo nei trasferimenti a vuoto.
Tutto è partito da un servizio da Anzola dell’Emilia a San Polo di Torrile, per il quale dovevo occuparmi anche del verbale. Successivamente sono riuscito a inserire il trasferimento di un’auto da Gallarate a Bologna e, una volta arrivato a destinazione, avrei proseguito in bici per raggiungere il punto in cui ritirare il furgone.
Il programma si è completato con due perizie da svolgere direttamente a San Polo. Sulla carta, quindi, una giornata ben organizzata, con parecchi incarichi da portare a termine e un rientro in treno nel tardo pomeriggio.
La sveglia alle 4:40 e il treno per Gallarate
La sveglia è suonata intorno alle 4:40. Non è stata la partenza più anticipata che mi sia capitata, ma la giornata sarebbe stata comunque lunga. Ho preso il treno delle 6:10 da Reggio Emilia e ho raggiunto Gallarate utilizzando i collegamenti ferroviari previsti.
Avevo valutato anche la possibilità di partire con un treno ancora precedente, intorno alle 5:30, ma mi sembrava una soluzione un po’ eccessiva. Facendo i conti con gli orari disponibili e i tempi di percorrenza in auto, pensavo di riuscire ad arrivare a Bologna con un margine sufficiente anche partendo più tardi.
Una volta arrivato a Gallarate, ho pedalato per circa cinque minuti fino al punto di ritiro. Ho preso il Ford Kuga e sono partito in direzione Bologna, dove avrei dovuto consegnare l’auto prima della pausa pranzo.

Il traffico mette a rischio la consegna a Bologna
Il primo problema della giornata è arrivato durante il trasferimento. Inizialmente il navigatore stimava un arrivo intorno alle 12:20, un orario che mi avrebbe permesso di consegnare senza particolari difficoltà. Alcuni rallentamenti e un paio di incidenti, però, hanno fatto slittare la previsione fino alle 13:10.
La destinazione osservava una pausa dalle 13:00 alle 14:00. Arrivare dopo l’una avrebbe significato dover aspettare la riapertura, con conseguenze anche sui servizi successivi. Il margine che avevo calcolato al mattino stava quindi scomparendo.
Quando finalmente ho superato il tratto più congestionato, ho ripreso il viaggio con un ritmo più spedito, sempre mantenendo la necessaria attenzione alla guida. Sono riuscito a recuperare parte del ritardo e ad arrivare a Bologna alle 12:45, appena in tempo per la consegna.
È stata una piccola soddisfazione, perché bastavano pochi minuti in più per complicare parecchio il resto della giornata. Quando si organizzano più servizi, il tempo necessario per raggiungere una destinazione non è l’unico elemento da considerare: bisogna tenere conto anche degli orari di apertura e delle eventuali pause.
È un tema che ritorna spesso nei miei racconti, come nell’articolo dedicato a una giornata con cinque servizi e diverse attese da gestire. Anche in questo caso, l’organizzazione iniziale era buona, ma il traffico ha rischiato di modificare tutti i programmi.
Da Bologna ad Anzola dell’Emilia
Completata la consegna del Ford Kuga e le attività richieste, ho ripreso la bicicletta per raggiungere il punto in cui dovevo occuparmi della perizia e ritirare il Fiat Ducato destinato a San Polo di Torrile.
Il tragitto in bici è durato circa quindici minuti. Una volta arrivato ad Anzola dell’Emilia, ho svolto la perizia e compilato il verbale previsto. Terminata questa parte del lavoro, sono salito sul Ducato e mi sono diretto verso Parma.
A quel punto il programma sembrava nuovamente sotto controllo. Il rischio legato alla pausa pranzo era stato superato e non avevo altri appuntamenti con orari così ravvicinati. Potevo quindi affrontare il trasferimento verso San Polo senza dover correre contro il tempo.
La mattina era stata piuttosto intensa e avevo saltato anche la colazione al bar. Durante il viaggio avevo mangiato qualche mandorla che mi ero portato da casa; più tardi mi sono fermato all’area di servizio MyChef di Parma, dove ho preso un panino vegetale. Una pausa breve, ma necessaria per arrivare al pomeriggio con un po’ di energia.
A San Polo di Torrile iniziano le difficoltà
Il piano era arrivare a San Polo di Torrile intorno alle 15:00, completare le due perizie aggiuntive e chiudere la giornata senza particolari problemi. Avevo stimato che le attività avrebbero richiesto circa un’ora, ma i tempi reali sono stati decisamente più lunghi.

Prima di tutto ho dovuto aspettare più di mezz’ora prima di essere accompagnato all’interno del parco mezzi. Una volta entrato, mi sono reso conto che non sarebbe bastato raggiungere i veicoli e scattare le fotografie richieste: per liberare il primo furgone è stato necessario spostarne altri due.
La situazione è diventata ancora più complicata con il secondo mezzo. Davanti al furgone da controllare ce n’erano altri due e uno non partiva. È stato chiamato il meccanico interno, che ha provato ad avviarlo con un booster, ma senza successo. Alla fine è stato necessario spostarlo a spinta per liberare il passaggio.
Soltanto dopo questa operazione sono riuscito a raggiungere il veicolo e a completare le attività. Non era una situazione ideale per effettuare una perizia, perché lo spazio disponibile intorno ai mezzi era davvero ridotto.
Le fotografie richieste dall’app complicano le perizie
La parte più laboriosa è stata quella delle fotografie. L’applicazione utilizzata per le perizie richiede immagini realizzate da determinate distanze e con inquadrature precise. Non basta quindi fotografare il veicolo da più angolazioni: bisogna rispettare le indicazioni mostrate sullo schermo, altrimenti le immagini vengono rifiutate.
Con i furgoni parcheggiati così vicini, in alcuni punti avevo appena mezzo metro libero per lato. Mi sono trovato più volte a dover sistemare il veicolo in una posizione diversa, scattare le foto, spostarlo ancora e ripetere l’operazione. Il grandangolo permetteva di risolvere alcune situazioni, ma non tutte.
Nonostante le difficoltà, sono riuscito a completare entrambe le perizie. Avevo anche il verbale MovieCar da compilare e sono riuscito a portare a termine pure quello, nonostante lo spazio ristretto in cui si trovava il furgone.
Questa esperienza dimostra quanto possano variare i tempi di un incarico. Una perizia può sembrare un’attività veloce, ma quando i veicoli sono difficili da raggiungere o l’app richiede fotografie molto specifiche, il lavoro può allungarsi parecchio. Ne ho raccontato un altro esempio nell’articolo sui quattro servizi con due perizie e un anticipo decisivo, dove la pianificazione degli incarichi era altrettanto importante.
Il rientro in treno verso Reggio Emilia
Terminati tutti i servizi, mi sono diretto verso la stazione per prendere il treno delle 17:38. Il programma prevedeva un cambio a Parma e poi il proseguimento verso Reggio Emilia, con arrivo previsto intorno alle 18:17.
Il rientro era decisamente più semplice rispetto alla prima parte della giornata. Non dovevo più preoccuparmi di consegne, pause pranzo o veicoli da ritirare: restava soltanto da raggiungere la stazione e prendere i treni giusti.
Avrei voluto fermarmi a prendere un gelato prima della partenza, ma il locale vicino alla stazione era chiuso. Ho quindi aspettato il treno e sono tornato verso casa, con la soddisfazione di aver concluso tutti gli incarichi previsti.
Una giornata ben incastrata, nonostante gli imprevisti
Nel complesso è stata una giornata molto positiva. Sono partito presto, ho raggiunto Gallarate in treno, trasferito un’auto fino a Bologna, utilizzato la bici per lo spostamento successivo e completato il trasferimento di un furgone fino a San Polo di Torrile. A tutto questo si sono aggiunte due perizie che hanno richiesto più tempo del previsto.
L’unico momento davvero delicato è stato il trasferimento verso Bologna, quando il traffico ha rischiato di farmi arrivare dopo la chiusura per la pausa pranzo. Nel pomeriggio, invece, le difficoltà nel parco mezzi hanno allungato il lavoro, ma senza compromettere il rientro.
È proprio questo il lato interessante del lavoro da driver: non sempre servono trasferimenti lunghissimi per costruire una giornata redditizia. A volte il risultato arriva dalla capacità di combinare servizi diversi, usare treno e bicicletta quando conviene e adattarsi alle situazioni che si incontrano durante il percorso.
Quanto ho guadagnato in totale
La giornata si è conclusa con un compenso complessivo di 284,74 euro, comprese le indennità riconosciute per gli imprevisti. A questo importo vanno rapportate le spese sostenute per i trasporti necessari a raggiungere Gallarate e a rientrare a casa.
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