I servizi della giornata
- 3 perizie e verbali ad Anzola dell’Emilia
- 1 perizia e trasferimento di un Fiat Ducato da Anzola dell’Emilia a San Polo di Torrile
- Perizia di un veicolo a Parma e trasferimento a San Polo di Torrile
- Seconda perizia a Parma e trasferimento a San Polo di Torrile
Anche il primo giugno è stata una giornata interessante. Era il lunedì del ponte del 2 giugno, quindi avrei potuto tranquillamente pensare a una giornata più tranquilla, ma alla fine mi sono fatto segnare sei servizi.
Erano tutte attività legate alle perizie e ai trasferimenti dei veicoli, con una particolarità: per riuscire a farle tutte ho sfruttato ancora una volta la combinazione tra treno e bicicletta.
La mattina parte da Anzola
La giornata partiva da Anzola dell’Emilia. Qui avevo diversi veicoli da periziare e un furgone da prendere e portare fino a San Polo di Torrile.

Il vantaggio era che molte delle attività erano concentrate nello stesso punto. Questo mi permetteva di fare le perizie una dopo l’altra senza perdere tempo in spostamenti inutili.
Per arrivare ad Anzola ho utilizzato come al solito il treno e poi la bicicletta. Una volta arrivato sul posto ho iniziato a lavorare sui vari veicoli.
Queste perizie sono un’attività che spesso viene lasciata un po’ da parte dagli altri driver, soprattutto perché con queste app i tempi possono diventare abbastanza lunghi. Io invece ormai ho una certa esperienza e, soprattutto, riesco a inserirle bene all’interno della mia organizzazione.
In una giornata come questa fanno la differenza proprio i tempi morti che riesci a eliminare.
Da Anzola a San Polo di Torrile
Dopo le attività ad Anzola ho preso il furgone destinato a San Polo di Torrile.

Il trasferimento in sé non era particolarmente complicato, ma era importante arrivare a San Polo con abbastanza margine per poter continuare con il resto della giornata.
Una volta consegnato il furgone, infatti, non avevo finito. Il programma prevedeva ancora di spostarmi verso Parma, fare un’altra perizia e poi riportare il veicolo a San Polo.
Ed è proprio qui che la bicicletta è diventata fondamentale.
San Polo e Parma: in bici si cambia completamente la giornata
Con i mezzi pubblici questo collegamento sarebbe stato molto più scomodo. In bicicletta, invece, da San Polo di Torrile a Parma sono circa venticinque minuti di pedalata.
Venticinque minuti, si sale in bici e si parte.
Ho quindi fatto il percorso verso Parma, dove mi aspettava una nuova attività. Una volta completata la perizia, ho ripreso la bici per tornare a San Polo e completare il trasferimento.
Il bello è che ho ripetuto praticamente la stessa operazione una seconda volta: di nuovo San Polo, di nuovo Parma, un’altra perizia e poi ancora il trasferimento verso San Polo.

È uno di quei casi in cui un percorso che sulla carta potrebbe sembrare scomodo diventa invece molto gestibile se hai con te la bici. Un tema che avevo già raccontato anche nell’articolo Cinque furgoni e una bici ricaricata al V2L dell’auto, dove ancora una volta la bicicletta era stata determinante per riuscire a incastrare più servizi.
Il meteo mi ha dato una mano
In una giornata organizzata in questo modo anche il meteo può fare una bella differenza.
La mattina aveva piovuto per un breve periodo, poi però aveva smesso. Il cielo era abbastanza nuvoloso e soprattutto non faceva troppo caldo. Anche nel pomeriggio c’erano alcune nuvole e quindi pedalare avanti e indietro tra Parma e San Polo era decisamente più piacevole rispetto a quello che sarebbe potuto essere con sole pieno e temperature elevate.
Alla fine sono stato anche fortunato.
Quando riesci a fare diversi servizi in bicicletta, senza traffico e senza dover aspettare autobus o coincidenze, il tempo necessario per gli spostamenti diventa molto più prevedibile. E per un driver la prevedibilità vale tantissimo.
Una giornata che poteva diventare ancora più redditizia
La cosa interessante è che, proprio perché tutto si era incastrato bene, a un certo punto mi sono accorto di avere ancora parecchio margine.
Avevo iniziato relativamente presto, avevo completato tutti i servizi e sarei riuscito a tornare a casa senza fare una giornata infinita. Mi sarebbe quindi piaciuto sfruttare quelle ore per aggiungere anche un servizio serale.
Infatti era comparso un servizio per Pistoia. Il problema era l’orario di presa del furgone: il cliente avrebbe preferito le 14, mentre io, realisticamente, sarei riuscito ad arrivare intorno alle 16.
Ho quindi fatto presente che alle 16 avrei potuto esserci. Il servizio però è stato assegnato a un altro driver che riusciva a prenderlo alle 14.
Peccato, perché con quel servizio la giornata sarebbe diventata davvero una di quelle da ricordare anche per il guadagno orario.
Ma va bene così. Non sempre si riesce a prendere tutto quello che compare e, in questo lavoro, è importante anche sapere quando un servizio non è compatibile con quello che hai già programmato.
In altre giornate mi è capitato di costruire incastri ancora più complessi: ad esempio, nel racconto Da Piacenza a Reggio: quattro servizi perfettamente incastrati avevo sfruttato proprio la stessa logica, cercando di eliminare il più possibile i tempi morti.
Il problema del pranzo nel giorno del ponte
A dire il vero, quel giorno avrei avuto anche il tempo per fermarmi a pranzo.
Quando mi sono reso conto che il programma stava procedendo molto meglio del previsto, avevo pensato di fermarmi nel solito bar di San Polo di Torrile, dove riesco a trovare anche qualcosa di buono da mangiare senza perdere troppo tempo.
Peccato che fosse chiuso per il ponte.
Ho pensato allora di prendere almeno un gelato nel pomeriggio, ma anche la gelateria era chiusa.
Alla fine ho fatto quello che ormai mi capita abbastanza spesso: ho tirato avanti con quello che avevo nello zaino. Frutta secca e acqua dalla borraccia, aspettando di arrivare a casa.
Quando sono rientrato, verso le quattro e mezza, mi sono mangiato una banana per arrivare senza problemi fino a cena.
Sei servizi, pochi chilometri a vuoto e pochissime spese
La cosa che mi è piaciuta di più di questa giornata è stata l’efficienza complessiva.
Sei servizi possono sembrare tanti, ma quando riesci a concentrarli in una zona relativamente ristretta e utilizzi bene treno e bicicletta, il risultato cambia completamente.
Non ho dovuto fare lunghi trasferimenti a vuoto, non ho avuto particolari attese e soprattutto non ho dovuto sostenere praticamente nessuna spesa significativa per gli spostamenti.
È anche per questo che il risultato finale è stato particolarmente interessante in rapporto alle ore lavorate.
La bici, ancora una volta, ha fatto la differenza. E soprattutto mi ha permesso di gestire due volte il collegamento tra San Polo e Parma in un modo che con i mezzi pubblici sarebbe stato decisamente meno comodo.
In fondo è proprio questo uno degli aspetti che mi piace di più del lavoro da driver: non esiste una giornata uguale all’altra e spesso la differenza tra una giornata normale e una giornata molto redditizia sta semplicemente nel modo in cui riesci a organizzare gli spostamenti.
È una logica che avevo già raccontato anche in Giocare d’anticipo: quattro servizi, due bici e un acquazzone: quando hai più servizi da incastrare, partire con un’organizzazione precisa e sfruttare bene la bici può cambiare completamente il risultato della giornata.
Quanto ho guadagnato in totale
Alla fine, considerando tutti e sei i servizi e le indennità maturate, il totale della giornata è stato di 248,37 euro.
È stata una delle giornate più interessanti anche dal punto di vista del guadagno orario: sei servizi completati, pochissime spese e soprattutto una quantità di tempo morto davvero ridotta.
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