I servizi della giornata
- Maranello → Firenze con una Kia Sportage
- Arezzo → San Polo di Torrile con una Opel Crossland
- Sant’Ilario d’Enza → Padova con un Iveco Daily
Ci sono giornate da driver che nascono da un programma preciso e finiscono esattamente come previsto. E poi ci sono quelle in cui il programma cambia continuamente, un servizio ne fa comparire un altro e, quasi senza accorgersene, si finisce per costruire una giornata molto più ricca di quella immaginata al mattino.
Quella del 22 maggio è stata proprio una di queste. Avevo un primo servizio piuttosto delicato, perché gli orari erano stretti e bastava poco per far saltare l’incastro successivo. Alla fine sono riuscito ad anticipare tutto, a prendere un treno che inizialmente non ero nemmeno sicuro di poter utilizzare e, da lì, a costruire una sequenza di servizi che mi ha portato da Maranello a Firenze, poi ad Arezzo, a Parma, a San Polo di Torrile e infine fino a Padova.
Il bello è che quasi niente di tutto questo era previsto dall’inizio.
Si parte da Reggio Emilia con un primo servizio già molto tirato
La giornata era partita con un servizio da Maranello a Firenze. Per arrivare a Maranello sono partito da Reggio Emilia in bicicletta, raggiungendo Sassuolo e poi il punto di ritiro.
Il ritiro era fissato alle 8:30 e già questo era importante, perché da quel momento avevo davanti una serie di coincidenze piuttosto delicate.
Il problema principale era il servizio successivo. Dovevo infatti arrivare ad Arezzo, prendere un’altra auto e portarla verso Parma. Il piano originale prevedeva di utilizzare i treni in modo abbastanza preciso, arrivando ad Arezzo intorno a mezzogiorno. Da lì avrei dovuto raggiungere l’officina in circa un quarto d’ora.
Il problema era che l’officina indicava una chiusura intorno alle 12:30. Alcune informazioni online davano invece un orario leggermente diverso, ma in ogni caso il margine era davvero minimo.
Se qualcosa fosse andato storto, il rischio concreto era arrivare ad Arezzo quando ormai il servizio successivo non sarebbe più stato fattibile.
Anticipare il primo servizio per guadagnare margine
Per questo ho provato a fare una cosa che spesso fa la differenza nel lavoro da driver: anticipare il più possibile la prima parte della giornata.
Ho chiesto se fosse possibile partire prima e, fortunatamente, il ragazzo che doveva consegnarmi la Kia Sportage è riuscito ad arrivare puntuale alle 8:30 circa.

Una volta partito, il navigatore mi dava un arrivo a Firenze Rifredi alle 10:02. L’Intercity che mi interessava partiva alle 10:12.
Dieci minuti.
In teoria bastavano, ma solo sulla carta. Dovevo prima arrivare a Firenze, consegnare l’auto, fare i pochi minuti di bicicletta necessari per raggiungere la stazione e soprattutto avere già il biglietto del treno.
Ed è proprio questo uno dei problemi di questi incastri: il treno non puoi semplicemente decidere di prenderlo all’ultimo secondo. Se acquisti il biglietto troppo presto e poi non riesci ad arrivare in tempo, rischi di aver buttato i soldi.
Così, almeno inizialmente, ho preferito aspettare.
Nel frattempo però la situazione sulla strada è migliorata e sono riuscito a recuperare parecchio rispetto alla previsione iniziale del navigatore. Alla fine sono arrivato a Firenze con circa venti minuti di anticipo rispetto all’orario stimato.
A quel punto ho potuto acquistare il biglietto dell’Intercity con tranquillità.
La corsa era fatta.
Ho consegnato la Kia Sportage, sono salito in bicicletta e ho raggiunto Firenze Rifredi. Avevo ancora un quarto d’ora abbondante prima del treno, quindi da una situazione in cui sembrava tutto al limite ero passato ad avere un margine sufficiente per affrontare il resto della mattinata senza correre inutilmente.

È una situazione che mi è già capitata in altre giornate: quando riesci a recuperare qualche minuto e trasformarlo in margine, cambia completamente il modo in cui affronti il resto del lavoro.
Il piano alternativo se avessi perso l’Intercity
Avevo comunque già pensato anche a un’alternativa.
Se durante il viaggio mi fossi accorto che non sarei riuscito a recuperare abbastanza tempo, invece di puntare direttamente su Firenze Rifredi avrei potuto proseguire fino a Firenze Santa Maria Novella e prendere un regionale più tardi.
Avrei perso un po’ di tempo, ma avrei evitato anche un’altra possibile fonte di problemi: dover prendere un treno da Rifredi a Santa Maria Novella e rischiare che un eventuale ritardo mi facesse perdere la coincidenza successiva.
Il problema, però, sarebbe rimasto: una volta arrivato ad Arezzo sarei stato comunque molto tirato per riuscire a prendere la macchina prima della pausa pranzo.
Quindi il vero obiettivo non era semplicemente arrivare ad Arezzo. Era arrivarci abbastanza presto da poter trasformare quel margine in altri servizi.
Da Firenze ad Arezzo e il primo incastro riesce
Il piano ha funzionato.

Sono arrivato ad Arezzo in anticipo, ho raggiunto l’officina e ho potuto prendere la Opel Crossland senza dovermi preoccupare della chiusura per la pausa pranzo.


Da lì la destinazione era San Polo di Torrile, in provincia di Parma.
Ed è proprio mentre ero in movimento che ho iniziato a vedere quanto poteva diventare interessante la giornata.
Il primo servizio importante era ormai al sicuro. Questo significava che potevo iniziare a guardare cosa c’era disponibile intorno al percorso che stavo facendo, invece di limitarmi a pensare al semplice rientro.
Un servizio da Modena che sembra interessante, ma non lo è abbastanza
Nel frattempo era comparso anche un servizio da Modena. L’orario sembrava interessante, così ho provato a prenderlo.
Una volta controllati meglio gli orari, però, mi sono accorto che mi avrebbe portato troppo avanti con la giornata. Arrivava infatti intorno alle 17:30 e, considerando tutto quello che avevo già programmato, non aveva più molto senso.
Ho quindi preferito lasciarlo andare.
Questo è uno degli aspetti che spesso dall’esterno non si vedono: non basta trovare un servizio. Bisogna anche capire se quel servizio si inserisce davvero nel resto della giornata.
In passato mi è capitato di costruire giornate molto complesse proprio partendo da questi incastri, come raccontavo anche in una giornata con quattro servizi perfettamente incastrati. Ma non tutti i servizi che sembrano interessanti lo sono davvero quando li si inserisce nel quadro completo.
Da un servizio ne arrivano altri due
Una volta arrivato verso Parma, sono riuscito a inserire anche un piccolo servizio locale.
La cosa interessante è che non era necessariamente quello che avrei scelto all’inizio. La giornata si stava costruendo progressivamente, in base a dove mi trovavo e agli orari che avevo davanti.
Poi è comparso anche un servizio da Modena verso Sassuolo, con andata e ritorno, che sembrava poter entrare bene nel giro.
In quel momento la giornata aveva già cambiato completamente faccia rispetto al programma iniziale.
Da un primo servizio preso quasi per caso ero passato a costruire una sequenza composta da un trasferimento principale, un servizio medio e alcuni servizi più piccoli che potevano essere utilizzati per riempire gli spazi rimasti.
È esattamente il tipo di organizzazione che richiede un po’ di esperienza: giocare d’anticipo e tenere sempre d’occhio quello che può uscire mentre si sta ancora completando il servizio precedente.
Il colpo grosso arriva mentre sono ad Arezzo
Ma la vera sorpresa della giornata è arrivata mentre ero ancora ad Arezzo.
È comparso un servizio da Sant’Ilario d’Enza a Padova con un Iveco Daily.
Questo era decisamente più interessante degli altri piccoli servizi che avevo visto fino a quel momento. Il furgone aveva un compenso più alto e, soprattutto, poteva chiudere la giornata con un trasferimento lungo.
Ho quindi deciso di prenderlo.
A quel punto ho dovuto rimettere mano agli incastri e lasciare andare i due servizi più piccoli che avevo inserito nel frattempo. Non aveva senso cercare di fare tutto: meglio tenere il servizio importante e costruire il rientro intorno a quello.
Da San Polo a Parma: meglio il treno della bici
Arrivato a San Polo di Torrile, avevo inizialmente pensato di proseguire in bicicletta.
Solo che a quel punto mi sono accorto che, guardando attentamente gli orari, potevo ancora prendere un treno che mi avrebbe permesso di arrivare a Parma e poi a Sant’Ilario abbastanza rapidamente.
Era una di quelle situazioni che non puoi programmare davvero al mattino, perché non sai mai con precisione quanto tempo impiegherai a consegnare l’auto.
Ho quindi sfruttato il treno disponibile praticamente all’ultimo momento.
Per pochi minuti sono riuscito a prenderlo e questo mi ha permesso di recuperare il tempo che avrei perso andando in bicicletta.
Tra l’altro avevo acquistato il biglietto per una corsa successiva, ma alla fine sono riuscito a prendere quella precedente e il controllo a bordo non ha creato problemi.
Questo è un altro esempio di quanto, nel lavoro da driver, sia importante non guardare soltanto il percorso più ovvio, ma controllare continuamente quali alternative si stanno aprendo.

Il furgone per Padova chiude la giornata
A Sant’Ilario ho trovato l’Iveco Daily già pronto.
Era un furgone che, a differenza di altri, mi permetteva anche di evitare alcune spese che avrei potuto avere normalmente: il carburante era già sufficiente e non ho dovuto anticipare il pedaggio.
La consegna era a Padova e avevo ancora un ultimo incastro da risolvere: arrivare in tempo per il treno del rientro.
Prima di partire avevo già contattato la persona che avrebbe dovuto ricevere il furgone. Mi aveva spiegato che normalmente sarebbe andato via intorno alle 17:30 e che, in caso di ritardo, sarebbe stato meglio avvisare.
Il navigatore mi dava un arrivo intorno alle 17:31.
Ancora una volta, quindi, ero sul filo.
Con un furgone del genere, inoltre, non è facile recuperare grandi quantità di tempo. Bisogna semplicemente mantenere un’andatura regolare e sfruttare ogni piccolo margine possibile.
Alla fine sono riuscito ad arrivare, consegnare il furgone e partire subito in bicicletta verso la stazione.
Dieci minuti per prendere il treno e anticipare il rientro
Il navigatore mi indicava che sarei arrivato in stazione circa dieci minuti prima della partenza.
Sembrava sufficiente, ma come sempre con la bicicletta non bisogna mai dare nulla per scontato. Tra semafori, accessi alla stazione, scale e possibili cambi di percorso, quei dieci minuti possono sparire molto velocemente.
Invece sono riuscito a guadagnare ancora qualcosa pedalando.
Una volta arrivato a Padova ho controllato anche il collegamento successivo per Reggio Emilia. Il treno arrivava al minuto 50 e quello per Reggio partiva praticamente allo stesso minuto.

Ho fatto una vera volata sulle scale mobili e sono riuscito a prendere anche quello.
Questo mi ha permesso di anticipare il rientro di circa mezz’ora rispetto al piano che avevo in mente.
A quel punto potevo finalmente considerare chiusa la giornata.
Niente pranzo e quasi niente cena
Una cosa che dice molto sulla giornata è che praticamente non ho avuto il tempo di fermarmi a mangiare.
Al mattino, mentre aspettavo a Fiorano, sono riuscito a fare colazione con un cappuccino e una pasta. Durante il resto della giornata avevo con me una piccola confezione di mandorle e qualche salatino rimasto.
Per il resto, praticamente niente.
Solo alla stazione di Padova sono riuscito a comprarmi un panino vegetariano, una bottiglietta di tè e dell’acqua. Almeno avevo qualcosa da mangiare durante il viaggio di ritorno e, arrivando a casa in serata, potevo considerare praticamente risolta anche la cena.
Alla fine, rispetto a come doveva essere la giornata inizialmente, ho anche pedalato meno del previsto. Avevo portato con me il power bank proprio perché pensavo di stare molto più tempo in bicicletta, ma gli incastri con i treni mi hanno permesso di ridurre parecchio gli spostamenti a pedali.
Una giornata costruita mentre era già in corso
La cosa che mi è piaciuta di più di questa giornata è che non c’è stato un vero momento in cui ho potuto dire: “Questo è il programma di oggi”.
È partito un servizio che sembrava quasi casuale. Poi è comparso l’Arezzo-Parma, che sono riuscito a incastrare grazie all’anticipo del primo trasferimento. Da lì ho visto che potevo arrivare a Parma abbastanza presto e ho provato a inserire altri servizi locali.
Poi è arrivato il servizio Modena-Sassuolo, che sembrava interessante. E infine, mentre ero ad Arezzo, è comparso il Sant’Ilario-Padova che ha dato una forma completamente diversa alla giornata.
Alla fine ho preferito lasciare andare i servizi piccoli e tenere quello più importante.
È un modo di lavorare che richiede molta attenzione perché ogni decisione modifica quelle successive. Prendere un servizio troppo tardi può significare rinunciare a quello dopo, mentre rinunciare a un piccolo servizio può permettere di accettarne uno molto più interessante.
In questo caso, però, tutto ha funzionato.
Partendo da un servizio principale sono riuscito a costruire una giornata con più trasferimenti, sfruttando auto, bicicletta e treni e cambiando continuamente il piano in base a quello che succedeva.
E alla fine, dopo essere partito da Reggio Emilia al mattino, ho chiuso il giro tornando a casa in serata con quasi 400 euro di compensi complessivi.
Quanto ho guadagnato in totale
Totale guadagnato nella giornata: 391,69 €
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