Servizi effettuati
- Angeli di Rosora (AN) → Bologna – Fiat Panda 4×4
- Rovigo → San Polo di Torrile (PR) – Peugeot 5008
- Modena → Carpi – SsangYong XLV
- Carpi → Modena – Fiat Panda
Ci sono giornate che capisci subito che saranno complicate. Questa è iniziata alle 3:00 del mattino, quando è suonata la sveglia.
Alle 4:43 ero già sul treno in partenza da Reggio Emilia. Bologna, Falconara Marittima, Castelplanio-Cupramontana e infine Angeli di Rosora, nelle Marche. Solo arrivare al primo servizio era già un piccolo viaggio.
Il programma era ambizioso: ritirare una Fiat Panda 4×4 e portarla a Bologna, raggiungere Rovigo in treno, consegnare una Peugeot 5008 fino a San Polo, per poi cercare di incastrare qualche altro servizio prima di rientrare a casa.
Sulla carta sembrava tutto possibile.
Nella realtà bastava un piccolo imprevisto per far saltare l’intera giornata.
Il primo problema arriva ancora prima di partire
Durante il viaggio in treno qualcuno urta la mia bici pieghevole.
Quando la rimetto in strada mi accorgo che il freno posteriore non funziona più. Probabilmente si è danneggiato il tubo idraulico vicino al manubrio.

Da quel momento avrei affrontato tutta la giornata con un solo freno.
In quei momenti capisci perché porto sempre con me attrezzatura e ricambi. Non sempre bastano, ma spesso fanno la differenza. Ne avevo parlato anche nell’articolo Perché un driver dovrebbe avere alcune attrezzature doppie.
Il servizio più importante della giornata
Ad Angeli di Rosora mi aspetta una Fiat Panda 4×4. È il servizio più lungo e anche quello meglio pagato della giornata, oltre 200 chilometri fino a Bologna.

La Panda si comporta bene, ma nei sorpassi non è certo un fulmine e questo significa perdere minuti preziosi. Come se non bastasse, mi accorgo quasi subito che il carburante non sarà sufficiente per arrivare a destinazione.

Devo fermarmi a fare benzina, cercando però di perdere il meno possibile.
Quando hai una giornata piena di coincidenze ogni scelta conta. Spingere troppo significa consumare di più. Andare troppo piano significa rischiare di perdere un treno.
È un equilibrio continuo.
“Marco, è tutto sotto controllo?”
Consegno finalmente la Panda a Bologna e riparto subito verso Borgo Panigale per prendere il treno diretto a Rovigo.
È proprio durante quel viaggio che ricevo un messaggio da Carvoilà.
“Marco, il servizio non è ancora stato avviato. È tutto sotto controllo?”
Mi viene quasi da sorridere.
Dal loro punto di vista sembrava che fossi in ritardo.
Dal mio, invece, era tutto perfettamente in linea con il programma.
Il problema è che il mio programma aveva margini di pochi minuti.
Chi osserva dall’esterno vede solo un servizio che non è ancora iniziato. Chi fa questo lavoro sa invece che l’importante è arrivare all’incastro successivo senza perdere una coincidenza.
È la stessa filosofia che avevo raccontato in Da Borgaretto a Terni in Ducato: 65 minuti recuperati e treno salvato.
Da Rovigo a San Polo
Arrivo a Rovigo e ritiro una Peugeot 5008 diretta a San Polo di Torrile.


Questo è il trasferimento che tiene in piedi tutta la seconda parte della giornata. Dopo la consegna mi aspettano circa dieci minuti di bici fino alla stazione.
Dieci minuti normalmente banali.
Quel pomeriggio, invece, li percorro con un solo freno e con il pensiero fisso del treno delle 16:38.
Per fortuna riesco a salire appena in tempo.

L’ultimo incastro
Durante il viaggio verso casa compare un’altra opportunità.
Un servizio Modena → Carpi e il successivo rientro Carpi → Modena.
Non erano previsti quando ero uscito di casa alle tre del mattino.
Ed è proprio questo uno degli aspetti più particolari del lavoro del driver: le occasioni arrivano mentre sei già in giro e devi capire in pochi secondi se hai ancora margine per accettarle.
Questa volta il margine c’era.



Completo anche gli ultimi due trasferimenti e riesco a prendere il treno delle 19:00 per Reggio Emilia.
Alle 19:14 la giornata può finalmente dirsi conclusa.
Quando guardi indietro…
Ripensando al percorso sembra quasi impossibile.
- Reggio Emilia → Marche in treno.
- Marche → Bologna con la Panda.
- Bologna → Rovigo in treno.
- Rovigo → San Polo con la Peugeot 5008.
- Parma → Modena in treno.
- Modena → Carpi → Modena con due auto diverse.
- Modena → Reggio Emilia in treno.
Nel mezzo ci sono stati un freno rotto, una sosta per il carburante, coincidenze strettissime e due servizi aggiunti all’ultimo momento.
Una giornata che mi ha ricordato molto Da Forlì a Corbetta: quattro servizi incastrati… e mille problemi, perché anche stavolta ogni piccolo imprevisto sembrava arrivare nel momento meno opportuno.
Molti pensano che il lavoro del driver sia semplicemente guidare un’auto da un punto A a un punto B.
In realtà il vero lavoro è fare in modo che decine di piccoli tasselli si incastrino tra loro: treni, bici, traffico, carburante, orari e imprevisti.
Quella sera sono rientrato a casa stanco, ma con la soddisfazione di aver portato a termine tutto il programma.
E, ripensandoci, la cosa che mi fa ancora sorridere è quel messaggio ricevuto a metà giornata.
“È tutto sotto controllo?”
La risposta è semplice.
Non lo è mai al cento per cento.
Ma è proprio questo il bello di questo lavoro.
Compenso complessivo della giornata: 238,27 €
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