Servizi svolti

  • Borgaretto (TO) → Terni (TR)

  • Mezzo: FIAT Ducato furgone


Partenza già in salita

Sulla carta sembrava una giornata semplice: ritiro a Borgaretto e consegna a Terni.
In realtà era una corsa contro il tempo già prima di partire.

Il primo problema era arrivare a Torino: prima di un certo orario non potevo proprio esserci.
Ho preso il regionale e, ad Alessandria, ho fatto una scelta al volo: salire su un Intercity.

Ho chiesto al controllore: integrazione da 10 €.
Alla fine non è nemmeno passato a chiederla.

Ma il punto è un altro: quell’Intercity mi ha fatto guadagnare solo 6 minuti.
Ed è esattamente per questo che il giorno prima avevo deciso di non usarlo.
Dieci euro per sei minuti non valgono la pena. E infatti avevo ragione.

Il vero problema: il rientro

Il nodo era tutto sul ritorno da Terni.

Il treno migliore era quello delle 16:10.
Il navigatore, però, mi dava arrivo alle 16:15.

Già così era perso.

E in più c’erano:

  • consegna (10–20 minuti)

  • circa 30 minuti di bici fino alla stazione

  • margine di sicurezza praticamente nullo

Obiettivo reale: arrivare a Terni verso le 15:00.

Strategia e guida

Avevo un Ducato, quindi niente scuse.

Prima mossa: pieno subito, così ho eliminato qualsiasi sosta carburante.

Poi guida costante ma molto decisa, scegliendo una direttrice che conosco bene e che spesso permette di recuperare tempo rispetto alle stime del navigatore.

La bici l’ho messa davanti, fissata con la cintura.
Dietro nel cassone avrebbe ballato ovunque, con il rischio di fare danni.

Il recupero prende forma

Dopo circa due ore avevo già recuperato una trentina di minuti.

A quel punto si è riaperta la partita.

Unica sosta: verso le 12:10
5 minuti netti per bagno e lavata veloce, poi ripartenza immediata.

Niente pausa pranzo vera.

Durante il viaggio ho mangiato solo un sacchetto di mandorle.
L’unico momento più tranquillo era stato ad Alessandria, con 20 minuti di cambio: cappuccino di soia e brioche, giusto per non arrivare scarico.

Arrivo e sprint finale

Arrivo a Terni: circa 15:10.

Un’ora prima rispetto alla previsione iniziale.

Consegna veloce (per fortuna senza intoppi), bagno in carrozzeria e subito via in bici.

Mezz’ora di pedalata.

Arrivo in stazione: 15:40
Treno: 16:10

Margine perfetto: 30 minuti pieni.

Tempo per mangiare qualcosa e rifiatare.

Da giornata persa a giornata perfetta

Se fossi arrivato alle 16:15 come previsto all’inizio, sarebbe saltato tutto.

Invece, strada facendo, ho trasformato una giornata borderline in una giornata completamente sotto controllo.

Rientro previsto a Reggio Emilia verso le 21:30.

E invece di andare a casa, cena fuori con amici.

Domani altri 600 km, ma almeno la sveglia è alle 6:00 e non alle 4:00.


I numeri della giornata

  • Arrivo previsto iniziale: 16:15

  • Treno: 16:10 → impossibile

Recupero totale: circa 65 minuti

  • Arrivo reale: 15:10

  • Arrivo in stazione: 15:40

  • Margine reale: +30 minuti

Hai trasformato un -5 minuti teorico in +30 minuti reali.
Differenza netta: 35 minuti di margine creati.


Compenso

306,39 €

 


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